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Fotovoltaico, previsti 50mila espianti di ulivi a Bitonto: il no degli agricoltori

La denuncia della Cia agricoltori

Pubblicato da: redazione | Gio, 12 Febbraio 2026 - 10:58
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Di qui ai prossimi mesi, per fare posto a nuovi impianti agrivoltaici-fotovoltaici, nel territorio di Bitonto, potrebbero essere espiantati circa 50mila alberi di ulivo. È quanto ha verificato CIA Agricoltori Italiani prendendo in esame le procedure in corso di valutazione autorizzativa. In particolare, sono 5 gli interventi che potrebbero essere attuati qualora gli iter in atto dovessero arrivare fino alla fine. L’intervento più impattante è quello proposto da PV Verde Srl per un impianto di agrivoltaico di potenza pari a 86,79 Mw, procedimento escluso dalla VIA (valutazione di impatto ambientale), con provvedimento della Città Metropolitana di Bari n. 2366/2025: in questo caso, si prevede l’espianto di 30.000 ulivi.

Altri 7mila espianti sono previsti per un intervento proposto da PV Blu SrL (agrivoltaico) per 19,91 MW di potenza, escluso dalla VIA con provvedimento della Città Metropolitana di Bari n. 1986/2025. Stesso numero di espianti, ben 7mila, sono previsti per il parco fotovoltaico proposto da GDS Sole SrL, impianto da 9,31 MW di potenza, escluso dalla VIA con provvedimento della Città Metropolitana di Bari n. 2367/2025. Il quarto progetto per numero di espianti è quello proposto da PV Sol SrL (agrivoltaico) per 19,89 MW di potenza, escluso dalla VIA con provvedimento della Città Metropolitana di Bari n. 2166/2025: previsione di 4mila espianti. Il quinto progetto riguarda la proposta avanzata da GDS Sole SrL (fotovoltaico) per 4,83 MW di potenza, escluso dalla VIA con provvedimento della Città Metropolitana di Bari n. 2368/2025, con previsione dell’espianto di 1.700 ulivi.

A questi interventi occorre aggiungere un ulteriore progetto, già autorizzato e realizzato, proposto da GDR Solare (fotovoltaico), che prevede l’espianto di circa 2.100 alberi di ulivo nel territorio di Bitonto, assentito con A.U. n. 146/2023. “Cinquantamila espianti di ulivi avrebbero un impatto devastante”, dichiara Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani. “È a rischio la sopravvivenza di una coltura e di una cultura, quella olivicolo-olearia, che rappresenta l’identità, la storia, il presente e il futuro del territorio bitontino, da sempre caratterizzato dai suoi ulivi e da un olio extravergine d’oliva che è un’eccellenza nazionale. CIA Agricoltori Italiani è fermamente contraria a questa massiccia, pervasiva e devastante aggressione e trasformazione del territorio. Abbiamo presentato ricorso per far valere quantomeno il rispetto delle prescrizioni imposte in sede di autorizzazione unica, tra cui il censimento degli ulivi in buono stato e il loro spostamento in altra località. Con ulteriori tre ricorsi, CIA Puglia ha impugnato gli ulteriori progetti che  sono stati incredibilmente esclusi dalla procedura di VIA dalle Amministrazioni preposte. L’esclusione dal procedimento di valutazione d’impatto ambientale non trova alcuna giustificazione a nostro avviso, tenuto conto delle caratteristiche dei singoli progetti e con riguardo al loro impatto complessivo. Secondo CIA Agricoltori Italiani di Puglia, assistita in questa battaglia legale dagli avvocati Pasquale Procacci e Carmine Rucireta, non è stato considerato che le dimensioni di ogni singolo impianto e la distanza ravvicinata tra gli stessi avrebbero dovuto certamente indurre le Amministrazioni competenti a sottoporre a valutazione di impatto ambientale i progetti, anche e soprattutto in ragione degli impatti cumulativi delle diverse iniziative.

“Stiamo promuovendo una battaglia legale per la difesa del territorio e delle colture tradizionali che rischiano di essere sostituite con nuove piante, appositamente selezionate per la coltivazione “superintensiva”. Andremo avanti per impedire che il nostro territorio sia desertificato, irrimediabilmente compromesso, e che un’intera economia possa essere distrutta da progetti così numerosi e impattanti. Ci aspettiamo che l’opinione pubblica, i semplici cittadini, tutta la Comunità di Bitonto e i rappresentanti delle istituzioni prendano consapevolezza di quanto sta accadendo e che si mobilitino assieme a noi per impedire che il territorio di Bitonto sia mortalmente ferito e stravolto. Invitiamo le istituzioni comunali, regionali e Area Metropolitana di definire le aree per questi impianti, in modo da non sacrificare il patrimonio arborio, olivicolo e altre produzioni di pregio”, conclude Sicolo.

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