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Trapianto di linfonodi robotico: al Policlinico di Bari debutta la nuova tecnologia

L'intervento per un linfedema degli arti inferiori eseguito completamente con tecnica robotica

Pubblicato da: redazione | Gio, 12 Febbraio 2026 - 10:53
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È stato eseguito per la prima volta al Policlinico di Bari un intervento di trapianto di linfonodi addominali per un linfedema degli arti inferiori completamente con tecnica robotica. Nello stesso tempo operatorio, la fase di prelievo addominale è stata eseguita dall’équipe di chirurgia generale diretta dalla prof. Angela Pezzola con l’impiego del robot “Da Vinci”, mentre le suture microchirurgiche sono state realizzate dall’équipe di Chirurgia Plastica e ricostruttiva del professor Maruccia con l’impiego dell’innovativo sistema Symani, uno dei sistemi più avanzati a livello internazionale per la microchirurgia.

Si tratta della prima volta nel Sud Italia che questa tecnologia viene utilizzata a supporto di interventi di chirurgia ricostruttiva ad alta complessità. In particolare il robot per la chirurgia plastica assistita è dotato di una console che assiste il chirurgo durante le procedure microchirurgiche grazie a strumenti miniaturizzati, i più piccoli al mondo dotati di polso articolato, progettati per operare con estrema precisione su strutture di dimensioni millimetriche.

Il Policlinico di Bari sta, infatti, valutando l’impiego della chirurgia robotica anche nella chirurgia plastica e ricostruttiva, con particolare attenzione ai contesti di maggiore complessità clinica. I primi interventi, realizzati all’interno dell’Unità operativa di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, diretta dal prof. Giuseppe Giudice, sono stati eseguiti dal prof. Michele Maruccia e dalla prof. Rossella Elia, che hanno già completato uno specifico percorso di training e formazione avanzata insieme all’equipe infermieristica dedicata.

“L’introduzione della robotica rappresenta un salto di qualità straordinario per la nostra unità operativa di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva. È il risultato di una visione condivisa che punta su innovazione, formazione e centralità del paziente”, evidenzia il direttore dell’unità operativa, prof. Giuseppe Giudice.

Secondo il prof. Michele Maruccia, che si è formato e ha effettuato i primi interventi: “La tecnologia robotica ha sicuramente ulteriori potenzialità di sviluppo e potrà essere progressivamente integrata nella pratica clinica, ampliando le indicazioni e migliorando ulteriormente i risultati per i pazienti”.  Anche la prof. Rossella Elia sottolinea l’importanza dell’innovazione introdotta: “la robotica applicata non sostituisce il chirurgo, ma ne amplifica le capacità, soprattutto in microchirurgia, dove ogni dettaglio è decisivo”.

 

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