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Visori di realtà virtuale per ridurre ansia e stress dei pazienti all’istituto tumori di Bari

La tecnologia consente di immergere il paziente in ambienti virtuali potenzialmente rilassanti, con immagini e suoni

Pubblicato da: redazione | Mar, 17 Febbraio 2026 - 15:15
istituto tumori

Tre visori di realtà virtuale sono ora a disposizione dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, nell’ambito delle attività di ricerca traslazionale. I dispositivi sono stati acquistati con fondi della Ricerca Corrente e saranno impiegati in progetti finalizzati a migliorare l’esperienza del paziente durante procedure diagnostiche e interventistiche.

La tecnologia consente di immergere il paziente in ambienti virtuali potenzialmente rilassanti, con immagini e suoni studiati per favorire distrazione e comfort emotivo. L’obiettivo è ridurre lo stress procedurale, migliorare la collaborazione del paziente e, ove possibile, contenere l’impiego di farmaci ansiolitici o sedativi.

I visori verranno utilizzati durante procedure mininvasive e infusioni di chemioterapia, momenti delicati del percorso oncologico che, pur svolgendosi in condizioni di sicurezza e con adeguata assistenza clinica, possono generare ansia, paura e una significativa percezione del dolore.

«L’innovazione tecnologica deve tradursi in un beneficio concreto per le persone – dichiarano Alessandro Delle Donne, Commissario Straordinario dell’oncologico barese, e Raffaella Massafra, Direttrice Scientifica – e l’introduzione della realtà virtuale rappresenta un esempio di ricerca che entra direttamente nei percorsi assistenziali. Investire fondi della ricerca in strumenti capaci di migliorare il benessere psicofisico durante procedure invasive significa rafforzare il nostro modello di presa in carico globale, in cui cura clinica e qualità dell’esperienza del paziente procedono insieme».

L’utilizzo dei visori sarà affidato alle psicologhe ricercatrici del Servizio di Psiconcologia, nell’ambito di protocolli scientifici finalizzati a valutarne l’impatto su ansia, percezione del dolore, tempi procedurali e grado di soddisfazione dei pazienti. L’intervento psicologico sarà parte integrante del percorso, con una supervisione clinica e metodologica strutturata, così da garantire appropriatezza, sicurezza e qualità dei dati raccolti. I risultati contribuiranno allo sviluppo di modelli organizzativi innovativi e replicabili anche in altri contesti oncologici.

Con questa iniziativa, l’Istituto consolida il proprio impegno nella ricerca traslazionale, trasformando evidenze scientifiche e tecnologie digitali in strumenti concreti al servizio della persona.

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