Nei giorni scorsi si è acceso un nuovo allarme sanitario all’interno dell’Unità Operativa di Endocrinologia del Policlinico di Bari. A sollevare la questione è stata la UIL FPL Puglia-Bari-BAT, che in una nota ufficiale ha denunciato criticità igienico-sanitarie «incompatibili con i requisiti minimi di igiene e sicurezza previsti dal D.Lgs. 81/2008» e che configurerebbero «un rischio biologico per i lavoratori e un pericolo per la sicurezza delle cure». Secondo quanto riferito dal sindacato, il focolaio di scabbia sarebbe partito da un paziente e avrebbe coinvolto circa venti operatori tra infermieri e operatori socio-sanitari, con la presenza ripetuta di insetti infestanti nelle aree assistenziali e negli spazi di lavoro del personale.
La UIL FPL ha richiesto interventi immediati di sanificazione straordinaria, disinfestazione e derattizzazione, oltre a una verifica documentata dell’efficacia delle azioni intraprese. È stata inoltre sollecitata la revisione del Documento di Valutazione dei Rischi e l’adozione di misure di tutela per il personale esposto, compresa la sorveglianza sanitaria e la produzione di una relazione scritta sugli interventi effettuati e sui tempi di risoluzione.
Dal Policlinico arrivano rassicurazioni volte a ridimensionare l’allarme: la Direzione sanitaria ha comunicato che, al momento, i casi confermati sarebbero quattro e riguarderebbero solo personale sanitario. Non risultano pazienti contagiati, e tutti coloro che avrebbero potuto essere esposti sono stati sottoposti a trattamenti preventivi. L’azienda sottolinea di aver attivato tempestivamente tutte le procedure previste, con sanificazioni già completate e indagini epidemiologiche in corso per chiarire le modalità di trasmissione.
La vicenda resta comunque sotto osservazione, con un monitoraggio costante nelle prossime settimane. Parallelamente, la Direzione ha annunciato l’intenzione di riconoscere formalmente il contributo degli operatori coinvolti nella gestione della situazione, sottolineando la rapidità delle azioni intraprese per garantire la continuità dell’assistenza in condizioni di sicurezza.