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Neuroblastoma, la sfida della ricerca passa anche dal Barese: previste iniziative solidali

Ecco quando

Pubblicato da: redazione | Mar, 17 Marzo 2026 - 09:03
Foto - Gaetano Romanelli per il banchetto solidale a Bitetto nel 2025 (1)
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Fa tappa anche nel Barese la mobilitazione a sostegno della ricerca scientifica sul neuroblastoma, tumore pediatrico che in Italia registra ogni anno circa 130-140 nuovi casi. A promuovere l’iniziativa è l’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma con la campagna pasquale “Cerco un uovo amico”.

Tra i protagonisti sul territorio c’è Gaetano Romanelli, volontario di Bitetto, impegnato nella distribuzione delle uova solidali. L’appuntamento è fissato per il 21 marzo e il 3 aprile presso la farmacia Marchesiello, dove sarà possibile contribuire alla raccolta fondi destinata alla ricerca. Le risorse raccolte sosterranno il progetto VAMOLAA, uno studio multicentrico che punta a contrastare il gene MYCN, la cui amplificazione è associata alle forme più aggressive della malattia.

L’impegno di Romanelli si inserisce in un’attività di volontariato portata avanti con continuità negli anni, tra campagne natalizie e pasquali, iniziative nei negozi locali, passaparola e presenza nei banchetti solidali anche in aziende del territorio barese. Un lavoro di sensibilizzazione che ruota attorno al simbolo dell’associazione, il “Bambino con l’imbuto”. Il suo percorso nel volontariato è iniziato nel 2020, durante la pandemia. Da allora, spiega, dedica parte del proprio tempo alla causa, spinto dalla volontà di contribuire concretamente alla ricerca e al sostegno dei bambini colpiti dalla malattia.

Il neuroblastoma è un tumore solido extracranico che colpisce prevalentemente i bambini in età prescolare. Nonostante sia considerato raro, rappresenta una delle sfide più complesse per la medicina, anche a causa delle difficoltà negli investimenti legati alla sua bassa incidenza. Particolarmente critiche sono le forme ad alto rischio, associate all’amplificazione del gene MYCN, per le quali il tasso di sopravvivenza a lungo termine resta inferiore al 40%. Da qui l’importanza del sostegno alla ricerca e del ruolo delle associazioni nel promuovere studi e progetti scientifici attraverso iniziative di solidarietà.

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