A Bari ora si ha paura. Nel capoluogo pugliese il clima è teso: la morte della piccola vittima nel nord Barese ha trasformato ogni ramo oscillante o tronco inclinato in un potenziale pericolo mortale agli occhi dei residenti. Le bacheche social dei rappresentanti istituzionali, da Vito Leccese a Vito Lacoppola, sono state inondate di richieste d’intervento urgenti.
Particolarmente accorato l’appello che arriva dall’asilo Saverio Lioce, nel quartiere Poggiofranco. Un rappresentante di classe ha chiesto ufficialmente verifiche immediate sulla stabilità delle alberature e la messa in sicurezza del giardino scolastico: “Ai nostri bambini è negata oggi la possibilità di giocare all’aperto perché il giardino non è considerato sicuro. Chiediamo potature e controlli certi: non si può vivere nel terrore che un momento di svago si trasformi in tragedia”.
La paura corre anche lungo i viali cittadini. Su viale Giovanni XXIII, diversi residenti hanno segnalato alberi con “inclinazioni estreme”, uno dei quali insiste proprio su un attraversamento pedonale molto frequentato. “Bisogna aspettare la tragedia o si può verificare la stabilità adesso?”, chiedono provocatoriamente i cittadini postando le foto dei fusti che sembrano cedere sotto la pressione del vento.
La richiesta collettiva è chiara: una ricognizione straordinaria di tutti gli alberi che insistono su scuole, giardini pubblici e marciapiedi ad alto traffico pedonale per evitare che un altro evento atmosferico possa trasformarsi in lutto.