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Bari, offese sui social a carabiniere dopo incidente mortale: in sedici rischiano il processo

La Procura di Bari chiede l'udienza predibattimentale per settembre

Pubblicato da: redazione | Lun, 18 Maggio 2026 - 18:00
tribunale avvocati giudice

La morte di Christian Di Gioia, il 27enne deceduto nella notte tra il 21 e il 22 giugno 2023 in un incidente nel quartiere Japigia di Bari, torna in aula. Questa volta non per ricostruire la dinamica dello schianto, ma per i post pubblicati sui social nei giorni successivi alla tragedia: sedici persone rischiano ora il processo per diffamazione nei confronti di un carabiniere. La Procura di Bari ha chiesto la citazione dei sedici in udienza predibattimentale, fissata per il prossimo 22 settembre davanti al giudice monocratico Marco Guida.
Nelle ore immediatamente successive all’incidente, sui social iniziò a circolare la voce di un coinvolgimento di una macchina dei carabinieri nello schianto. Parenti e amici della vittima sostennero che l’auto dei militari, con a bordo il brigadiere poi offeso sui social, avesse speronato la moto su cui viaggiava Di Gioia provocandone la caduta. Le indagini della Procura di Bari esclusero però del tutto il coinvolgimento dell’auto dei carabinieri, accertando che Di Gioia perse il controllo della moto autonomamente. Sui social, nel frattempo, aveva già iniziato a circolare una foto modificata del carabiniere con un commento offensivo scritto dalla madre di Di Gioia.
La vicenda aveva avuto strascichi anche sul piano dell’ordine pubblico. Dopo i funerali del 27enne, il feretro fu accompagnato da un corteo di moto che paralizzò il traffico cittadino fino al cimitero, passando anche sotto la casa dei vertici del clan Palermiti del quartiere Japigia e contromano sotto il carcere. Per questo, dieci persone furono processate con rito abbreviato per blocco stradale: cinque sono state condannate a due anni e otto mesi di reclusione, altre quattro a un anno e otto mesi. L’unica donna imputata è stata assolta.

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