Scatta ufficialmente da oggi l’obbligo di copertura assicurativa per tutti i monopattini elettrici di proprietà privata in circolazione in Italia e a Bari. La novità legislativa, introdotta dal nuovo Codice della Strada varato a fine 2024, entra in vigore dopo la proroga di due mesi concessa dal governo su richiesta dell’Ania. La misura interesserà una platea stimata di circa un milione di guidatori.
A tracciare il bilancio economico e a evidenziare le prime criticità della normativa è Assoutenti, che stima un esborso complessivo in capo ai proprietari di circa 50 milioni di euro all’anno. I contratti assicurativi per la responsabilità civile verso terzi avranno un prezzo medio oscillante tra i 35 e i 55 euro all’anno per la formula base, con picchi che possono toccare i 150 euro in caso di estensioni e garanzie accessorie. L’associazione dei consumatori lancia però un avviso importante: per avere validità legale, la polizza deve tassativamente riportare il codice del contrassegno identificativo del veicolo. Questo requisito esclude di fatto la possibilità di ricorrere alle generiche polizze RC capofamiglia. Inoltre, per i primi due anni non sarà attivo il sistema dell’indennizzo diretto: una circolare del Mimit ha stabilito una fase di monitoraggio dei sinistri per calcolare un forfait nazionale, per cui i danneggiati dovranno richiedere il risarcimento direttamente alla compagnia del responsabile.
Per chi circola senza copertura sono previste sanzioni amministrative che vanno da 100 a 400 euro. Resta tuttavia il nodo legato alla vigilanza sul territorio. “Il vero problema è che nel settore dei monopattini regna ancora il far west”, denuncia il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso. “Vengono imposti nuovi obblighi di legge ma nelle nostre città ancora non si riesce a far rispettare le regole più basilari, come l’uso del casco o il divieto di viaggiare in due, a causa di controlli insufficienti”. L’associazione ha inoltre invitato il governo a monitorare le tariffe delle compagnie per evitare speculazioni e ingiustificate discriminazioni di prezzo su base territoriale o regionale.