Ammontano a quasi 140 milioni di euro le somme che il Comune di Bari deve recuperare tra entrate tributarie pregresse, contenziosi e canoni. Una cifra che, se sommata agli oltre 197 milioni di euro già passati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, porta il potenziale recupero complessivo a circa 340 milioni di euro di tasse comunali arretrate. Il dato è emerso nel dibattito sulla definizione agevolata per la regolarizzazione delle tasse comunali non pagate. Una misura che Futuro Nazionale giudica positivamente per l’adesione anche del Comune di Bari, pur criticando la mancata eliminazione integrale delle sanzioni.
Nel dettaglio, le entrate tributarie comunali pregresse da recuperare in via stragiudiziale ammontano a 114 milioni di euro: 67 milioni riguardano la Tari non pagata, mentre 47 milioni sono relativi all’Imu. A queste somme si aggiungono 13 milioni di tasse comunali in contenzioso tributario e 12 milioni di canoni per occupazione di suolo pubblico. Secondo Futuro Nazionale, si tratta di una cifra “assolutamente enorme”, paragonabile alla spesa corrente di un anno del Comune di Bari o a dieci anni di incassi dell’addizionale comunale Irpef. Per il movimento, il recupero di queste somme potrebbe avere un impatto significativo sulle casse comunali. Da qui il giudizio favorevole sull’introduzione della definizione agevolata, considerata uno strumento utile per incentivare il rientro spontaneo delle imposte non versate. Le adesioni potranno essere presentate dal 15 settembre al 30 novembre. Per rendere la misura più efficace, Futuro Nazionale ha presentato alcuni emendamenti migliorativi. Le proposte riguardano l’azzeramento totale delle sanzioni, come già previsto da diversi Comuni italiani, l’estensione della rateizzazione da 24 a 36 mesi e la decadenza dal beneficio solo in caso di mancato pagamento di due rate, e non di una sola.
“La montagna altissima di imposte comunali che il Comune di Bari deve recuperare impone di incentivare i contribuenti baresi all’adesione attraverso l’eliminazione totale delle sanzioni e una più lunga rateazione”, ha dichiarato il consigliere di Futuro Nazionale Giuseppe Carrieri. “Diversamente sarà difficile che la misura abbia successo”. Carrieri richiama inoltre un’altra partita finanziaria che, secondo Futuro Nazionale, resta fuori dalla definizione agevolata: la morosità relativa ai canoni di fitto e agli oneri condominiali dei circa 3mila alloggi di edilizia residenziale pubblica del Comune di Bari.
“Qui l’arretrato da recuperare è ugualmente di molti milioni di euro e non si capisce perché sindaco e Giunta non abbiano inserito questa voce”, ha aggiunto Carrieri. Futuro Nazionale annuncia comunque il voto favorevole alla misura, ritenendo necessario agevolare il rientro spontaneo delle imposte non pagate. Resta però, secondo il movimento, il nodo della gestione degli arretrati: l’importo di circa 140 milioni di euro di tributi non incassati viene considerato il segnale di una “cronica e preoccupante difficoltà gestionale” degli uffici comunali, che l’amministrazione è chiamata ad affrontare.