Fratelli d’Italia attacca la maggioranza di centrosinistra in Consiglio regionale e boccia la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2026-2028. Nel corso della discussione in Aula, il gruppo di opposizione ha accusato il governo guidato dal presidente Antonio Decaro di rappresentare “una Puglia che non esiste”, denunciando criticità in diversi settori, dalla sanità all’occupazione, fino alla capacità di spesa della Regione.
Secondo FdI, il documento economico-finanziario presenterebbe una lettura troppo ottimistica della situazione regionale e non offrirebbe una programmazione aderente alla realtà. Tra i temi al centro delle contestazioni c’è la sanità, che, evidenzia il partito, assorbe circa l’85% del bilancio regionale. Fratelli d’Italia richiama il disavanzo sanitario registrato nei primi mesi del 2026, pari a circa 90 milioni di euro, sostenendo che, senza un cambio di rotta, il deficit potrebbe raggiungere i 350 milioni entro la fine dell’anno.
L’opposizione evidenzia inoltre alcune criticità riportate negli indicatori regionali, tra cui la disponibilità di posti letto nelle Rsa, i posti letto per il day hospital e la degenza ordinaria, oltre alla percentuale di assistenza domiciliare integrata agli anziani, ritenuta inferiore sia alla media nazionale sia a quella del Mezzogiorno. Contestata anche la dotazione di personale medico, che, secondo FdI, resterebbe al di sotto della media italiana nonostante gli investimenti annunciati dalla Regione.
Nel mirino anche le prospettive economiche e occupazionali contenute nel Defr. Fratelli d’Italia chiede chiarimenti sulla reale capacità di spesa della Regione alla luce dei vincoli di finanza pubblica e definisce “sovrastimate” le previsioni di crescita per il triennio 2026-2028. L’opposizione torna infine a chiedere l’istituzione di una commissione d’indagine sulla gestione della spesa sanitaria del 2025. “Se tutto è stato regolare, non si comprende perché la maggioranza continui a respingere la richiesta di fare piena luce sui conti della sanità”, sostiene il gruppo consiliare, ribadendo la necessità di approfondire le cause dell’aumento della spesa.
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