Pomodori coperti per proteggerli dal sole rovente, raccolte all’alba e lavorazioni agricole spostate nelle ore notturne. Nelle campagne pugliesi il caldo estremo e la siccità stanno imponendo agli agricoltori una rivoluzione degli orari di lavoro, mentre le colture devono essere difese dai raggi solari per evitare scottature e perdite di prodotto. È quanto emerge dal monitoraggio di Coldiretti Puglia.
“Il pomodoro – spiega l’associazione in una nota – è particolarmente esposto perché l’irraggiamento diretto, in condizioni di caldo estremo e disponibilità limitata di acqua, può provocare scottature sui frutti, compromettendone qualità e valore commerciale”. Un caso emblematico arriva da Altamura, “dove gli agricoltori – racconta Coldiretti – stanno ricorrendo a coperture per proteggere i pomodori dall’esposizione diretta al sole e dalle temperature estreme. Una soluzione adottata per cercare di salvaguardare i frutti in una fase in cui il caldo accelera la maturazione e, insieme allo stress idrico, aumenta il rischio di danni alla produzione”.
L’emergenza caldo riguarda anche il lavoro nelle strutture di trasformazione e nei laboratori. In caso di sospensione delle attività dovuta alle condizioni climatiche estreme, Coldiretti “ritiene importante poter ricorrere agli strumenti di sostegno previsti, compresa la cassa integrazione, per tutelare i lavoratori e consentire alle imprese di affrontare le interruzioni determinate dal caldo”.