Ferragosto tra pazienti, caregiver e personale sanitario all’Irccs “Saverio De Bellis”. La Direzione strategica dell’Istituto, guidata dal direttore generale Michelangelo Armenise, ha incontrato questa mattina gli operatori impegnati nei reparti e le persone ricoverate, in una giornata tradizionalmente dedicata agli affetti e alla famiglia.
L’iniziativa è stata pensata come un momento di vicinanza verso chi trascorre il Ferragosto in ospedale e verso chi, anche durante le festività, continua a garantire assistenza, cure e servizi. Un ringraziamento è stato rivolto alle donne e agli uomini al lavoro in corsia, ma anche ai pazienti e ai loro familiari, che vivono questi giorni lontani dalla quotidianità e dagli affetti più stretti.
Il Ferragosto del De Bellis si inserisce in un mese particolare per l’Istituto, attraversato dal programma “Agosto al De Bellis – L’umanità nella cura”, un calendario di iniziative nato per accompagnare pazienti e caregiver durante il periodo estivo e rafforzare il percorso di umanizzazione delle cure. Musica, momenti di ascolto e condivisione, attività dedicate al benessere, alla lettura emotiva e al sostegno psicologico affiancano in queste settimane l’attività clinica quotidiana. Un percorso che parte da un principio centrale: la persona che entra in ospedale non coincide con la sua malattia.
Grande attenzione è dedicata anche ai pazienti in lista d’attesa, attraverso un progetto specifico. Nella qualità dell’assistenza sanitaria, sottolinea l’Istituto, restano centrali le relazioni, l’ascolto, gli affetti e la capacità di rendere più umano il tempo della cura. “Abbiamo voluto portare personalmente il saluto della Direzione Strategica ai pazienti, alle loro famiglie e a tutto il personale che oggi, come ogni giorno dell’anno, garantisce cure e assistenza”, ha commentato il direttore generale dell’Irccs De Bellis, Michelangelo Armenise.
“Agosto può rendere ancora più forte la percezione della distanza dalla propria quotidianità e dai propri affetti: per questo la presenza, l’ascolto e la relazione acquistano un valore particolare”, aggiunge Armenise. Per il direttore generale, l’umanizzazione delle cure passa anche dai legami e dai gesti quotidiani. “L’umanizzazione delle cure significa anche riconoscere la forza della componente umana dei legami. Una parola, un gesto, la vicinanza di qualcuno possono diventare, insieme alle terapie, un altro potente farmaco: non sostituiscono la cura, naturalmente, ma possono aiutare a viverla meglio. E questo vale per i pazienti e per le loro famiglie, ma anche per il personale, perché un ambiente di cura più umano è un luogo nel quale tutti possono sentirsi maggiormente sostenuti”, conclude Armenise.
La visita di Ferragosto prosegue idealmente il percorso avviato per tutto il mese all’interno dell’Istituto, dove, accanto alla garanzia degli standard di cura e assistenza, cresce l’impegno a valorizzare la dimensione umana dell’accoglienza, dell’ascolto e della relazione tra le persone.