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Donna morta nel Cosentino, disposto il fermo per il compagno rintracciato a Bari

L'uomo si trova in carcere

Pubblicato da: redazione | Lun, 17 Agosto 2026 - 16:53
carcere

La Procura di Bari ha emesso un decreto di fermo nei confronti di Elvis Metvelaj, 42 anni, compagno di Ornella Forastefano, la donna di 46 anni morta nella notte tra sabato e domenica davanti al pronto soccorso dell’ospedale di Trebisacce, in provincia di Cosenza. L’uomo era stato rintracciato ieri mattina al porto di Bari dai carabinieri di Cassano allo Ionio, guidati dal capitano Chiara Baione, con il supporto della polizia di frontiera. Secondo quanto ricostruito, dopo la notizia della morte della donna, le forze dell’ordine, coordinate dalla Procura di Castrovillari, avevano attivato i controlli in porti e aeroporti nell’ipotesi che il 42enne potesse lasciare l’Italia.

Oggi è arrivato il provvedimento della Procura di Bari. Metvelaj è accusato di omicidio ed è ora rinchiuso nel carcere di Bari, in attesa della convalida del fermo. Secondo quanto emerso, l’uomo e la vittima avevano una relazione sentimentale da alcuni mesi e da circa un mese vivevano nello stesso appartamento nel Cosentino. Ornella Forastefano, originaria di Cassano allo Ionio e madre di due figli, sarebbe stata accompagnata davanti all’ospedale di Trebisacce dal compagno con la sua auto. L’uomo avrebbe citofonato al triage per allertare il personale sanitario. I medici sono intervenuti subito, trovando la donna con numerose ecchimosi e gravi lesioni in diverse parti del corpo.

Il tempo di farla scendere dall’auto e il 42enne si sarebbe allontanato, lasciandola davanti alla struttura sanitaria. I sanitari, però, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. L’ipotesi degli inquirenti è che la donna sia stata massacrata di botte. Gli accertamenti medico-legali dovranno chiarire con precisione le cause della morte e la dinamica dell’aggressione. Da quanto si è appreso, Metvelaj era già noto alle forze dell’ordine per reati legati allo spaccio di droga. La vittima gestiva un bar a Trebisacce. Le indagini proseguono per ricostruire le ultime ore di vita della 46enne e definire il quadro delle responsabilità. Il procedimento è nella fase iniziale e per l’uomo resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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