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Bari, la provincia dove si contano più incidenti stradali e vittime: cosa dice il report 2025

In Puglia calano i morti sulle strade ma crescono i feriti

Pubblicato da: Nicola Lucarelli | Lun, 17 Agosto 2026 - 08:36
incidente_stradale

Un netta riduzione degli eventi più gravi con un calo dell’indice di mortalità che passa infatti dal 2,2% del 2024 all’1,7% del 2025, anche a fronte di un lieve aumento del numero degli incidenti. E’ quanto emerge dal nuovo Rapporto sull’incidentalità stradale in Puglia nel 2025, elaborato dal Centro Regionale di Monitoraggio e governo della Sicurezza Stradale (CReMSS), che fa capo all’ASSET, sulla base dei dati trasmessi dagli organi rilevatori nell’ambito della rilevazione ISTAT. Gli incidenti mortali sono stati 177, in diminuzione del 19,9%, mentre le vittime sono scese da 241 a 190 (-21,2%); i feriti sono stati 17.217 (+1,2%). In totale sono stati registrati 11.249 incidenti stradali con lesioni a persone, il 2% in più rispetto al 2024.

Guardando alla distribuzione sul territorio, è la Città metropolitana di Bari a concentrare il maggior numero di sinistri e di vittime, con 4.107 incidenti, 47 morti e 6.093 feriti. Segue Foggia, che pur registrando 1.441 incidenti e 42 morti presenta l’indice di mortalità provinciale più alto, pari a 2,9 decessi ogni 100 incidenti. A Lecce gli incidenti sono stati 1.909, con 29 morti e 2.826 feriti; a Taranto 1.637, con 27 morti e 2.579 feriti; a Brindisi 1.111, con 27 morti e 1.650 feriti; nella BAT 1.044, con 18 morti e 1.635 feriti. La mortalità è diminuita in cinque province su sei, restando invece invariata nella BAT, mentre i cali più marcati si sono registrati a Taranto, con il 37,2% in meno, a Lecce, con il 32,6%, e a Foggia, con il 22,2%, seguite da Bari, con l’11,3%, e Brindisi, con il 10%. Sul piano comunale, è Foggia la città con più incidenti mortali, 11, seguita da Bari e Taranto con 10, da Cerignola con 7 e da Andria e San Severo con 6.

Il rapporto si sofferma anche sui periodi dell’anno e della settimana più a rischio. Luglio risulta il mese con più incidenti, 1.259, e più feriti, 1.946, ma è agosto il mese in cui si contano più vittime, 25. La domenica, pur essendo il giorno con meno incidenti, 1.317, è quello con più morti, 38, e con l’indice di mortalità settimanale più alto, 2,9 decessi ogni 100 incidenti: sabato e domenica insieme pesano per il 25,1% dei sinistri ma per il 39,5% dei decessi, confermando che nel weekend, a fronte di meno episodi, gli esiti sono più gravi. Quanto agli orari, gli incidenti si concentrano soprattutto tra le 12 e le 15 e tra le 18 e le 21, ma la fascia più pericolosa in termini di letalità è quella tra le 3 e le 6 del mattino, con 6,2 morti ogni 100 incidenti, quasi quattro volte la media regionale: tra le 21 e le 6 si verifica il 18,7% dei sinistri, ma il 30,5% dei decessi.

Per quanto riguarda i luoghi, il 71,4% degli incidenti avviene nei centri abitati, ma è fuori dai centri abitati che si concentra il 70,5% delle vittime. Sulle strade statali si sono contati 1.196 incidenti, in calo dell’1%, 42 morti, in calo del 38,2%, e 2.176 feriti, in calo del 2,5%. Sulle strade provinciali gli incidenti sono stati 2.048, in aumento dell’11,9%, i morti 86, in calo del 22,5%, e i feriti 3.395, in aumento dell’8,6%. Sulle strade urbane i decessi sono stati 48, in aumento del 4,3% rispetto al 2024. Guardando alla tipologia dei tratti, gli incidenti si concentrano soprattutto agli incroci e sui rettilinei, che rappresentano rispettivamente il 45,6% e il 45,5% del totale, ma è sui rettilinei che si registra la quota più alta di decessi, il 59,5%, mentre le curve, dove avviene l’8,3% degli incidenti, concentrano il 21,1% delle vittime.

Il rapporto analizza anche la natura degli incidenti e i veicoli coinvolti. Il 73,6% dei sinistri avviene tra veicoli in marcia, il 15,6% riguarda incidenti autonomi con un solo veicolo coinvolto e il 10,8% è costituito da investimenti di pedoni. Proprio gli investimenti di pedoni sono aumentati del 4,8%, con le vittime salite da 14 a 17, il 21,4% in più, unica tipologia con mortalità in crescita. Gli incidenti autonomi sono aumentati del 14,5%, ma i decessi sono diminuiti del 33,7%, pur restando la tipologia più letale in assoluto, con 3,5 morti ogni 100 eventi. Sono stati coinvolti oltre 20mila conducenti, il 2,3% in più rispetto al 2024, con le fasce 45-64 anni, il 33,3%, e 30-44 anni, il 24%, più rappresentate; cresce in particolare il coinvolgimento dei conducenti tra 14 e 17 anni, con un aumento del 12,2% tra ciclomotori, motocicli, biciclette e monopattini, e tra 18 e 24 anni, con un aumento del 6,2%, mentre nel complesso i conducenti tra 14 e 29 anni sono aumentati del 6,5%. Il 71,6% dei conducenti era alla guida di un’autovettura, il 13,1% di un motociclo e il 7,1% di un mezzo pesante. Gli incidenti con almeno un monopattino elettrico sono scesi da 289 a 249, il 13,8% in meno, mentre quelli con almeno una bicicletta elettrica sono saliti da 107 a 131, il 22,4% in più. Il 61,2% dei veicoli coinvolti risulta immatricolato da oltre dieci anni e, tra quelli coinvolti in incidenti mortali, il 63,3% è immatricolato prima del 2016.

Sulle cause, il rapporto conferma che tra le circostanze presunte pesano ancora velocità, distrazione, manovre irregolari e mancato rispetto delle precedenze. Nei sinistri mortali tra veicoli avvenuti sui rettilinei, l’eccesso di velocità incide per il 37,9%, le manovre irregolari per il 25,3% e la guida distratta per il 18,9%. In prossimità delle intersezioni, il mancato rispetto di stop, precedenza o semaforo rappresenta il 44,4% delle circostanze, seguito dalla velocità non adeguata, con il 21,9%, e dalla distrazione, con il 18,8%. Negli incidenti mortali a veicolo isolato sui rettilinei incidono soprattutto ostacoli improvvisi, con il 31,3%, l’eccesso di velocità, con il 28,1%, e la distrazione, con il 25%, mentre in curva prevalgono velocità, con il 33,3%, e distrazione, con il 27,8%. Negli investimenti mortali di pedoni, infine, l’eccesso di velocità è indicato nel 46,7% dei casi, l’attraversamento irregolare nel 26,7% e la mancata precedenza al pedone nel 20,1%.

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