Ci sono due baresi tra i presunti autori dell’assalto al bancomat dell’ufficio postale di Varco Sabino (Rieti) commesso il 29 marzo scorso. Oltre alle tre persone arrestate subito dopo il colpo, Saverio Pagliaro, Potito Paccari e Francesco Claudio Giglio, ieri è stata eseguita dai carabinieri un’ordinanza cautelare in carcere nei confronti dei 23enni di Bari, Christian Genchi e Giuseppe Spalierno, accusati di furto aggravato e porto illegale di esplosivo. Per un terzo indagato pugliese il gip di Rieti deciderà se applicare la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico all’esito dell’interrogatorio preventivo.
Si tratta del 29enne di Cerignola (Foggia) Michele Matera, accusato di favoreggiamento per aver aiutato i presunti esecutori materiali dell’assalto a fuggire. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la banda aveva utilizzato un ordigno artigianale per far esplodere il bancomat. L’allarme aveva consentito ai carabinieri di intercettare i malviventi pochi minuti dopo il colpo. In una prima auto era stato trovato un secondo ordigno inesploso, oltre a passamontagna, guanti e attrezzi da scasso. Gli altri componenti avevano tentato la fuga con una seconda vettura, per poi utilizzare un terzo mezzo preso a noleggio, ma la loro fuga era terminata nei pressi del casello A24 di Valle del Salto, dove erano stati bloccati e dove era stato recuperato anche il bottino. Dalle indagini è emerso che Spalierno, definito negli atti “centro propulsore dell’azione”, avrebbe avuto un ruolo di coordinamento, pianificando e impartendo indicazioni per il colpo dal carcere di Napoli Poggioreale dove era detenuto. A Genchi, invece, viene attribuito il ruolo di staffetta/supporto logistico.