L’aeroporto di Bari-Palese Karol Wojtyła continua a raccogliere consensi per la sua efficienza infrastrutturale, ma finisce nel mirino dei viaggiatori sul fronte dei costi e dei servizi di ristorazione. A tracciare la mappa dei chiaroscuri dello scalo barese sono le recensioni raccolte da AirMundo, la nota guida online che monitora oltre 350 aeroporti nel mondo. Se da un lato i passeggeri promuovono la pulizia, la modernità della struttura e il buon collegamento con il centro cittadino tramite i mezzi pubblici, dall’altro emergono critiche severe sulla gestione degli spazi comuni e, soprattutto, sui prezzi dei punti ristoro.
A far discutere la community dei viaggiatori sono i listini considerati sproporzionati rispetto alla qualità offerta, specialmente per i prodotti legati alla tradizione locale. “Andare via da Bari mangiando un panzerotto orribile e surgelato a 5 euro”, si sfoga un utente sul portale, evidenziando il contrasto tra l’eccellenza gastronomica della terra di Bari e la proposta commerciale dello scalo. Non va meglio sul fronte della classica colazione: “Un cornetto vuoto e una premuta d’arancia a 7,10 euro… che vergogna, che turismo vogliamo fare?”, commenta un altro passeggero deluso.
Accanto al nodo tariffe, le recensioni dei passeggeri evidenziano alcune carenze logistiche all’interno del terminal prima dei varchi di sicurezza. Viene segnalata una forte carenza di posti a sedere nella zona antecedente ai banchi del check-in e una quasi totale assenza di prese di corrente per ricaricare smartphone e dispositivi elettronici, spesso collocate in posizioni ritenute scomode e di difficile accesso. Criticità che, unite alle lunghe code segnalate per il ritiro e la gestione dei noleggi auto, rischiano di opacizzare l’immagine di un aeroporto altrimenti giudicato moderno e accogliente. Parecchie le lamentele anche sulla “gentilezza” del personale di servizio.