Case imbiancate a calce, vicoli che sembrano costruiti senza seguire una regola precisa, archi, scalinate e improvvisi affacci sulla campagna. Oggi siamo a Cisternino, uno di quei borghi pugliesi da scoprire lentamente, lasciandosi guidare più dalla curiosità che da un itinerario prestabilito. Siamo in provincia di Brindisi, sull’ultimo lembo della Murgia sud-orientale, a quasi 400 metri sul livello del mare. Da qui lo sguardo si apre sulla Valle d’Itria, con il suo inconfondibile paesaggio punteggiato di trulli, masserie e campagne. Ma Cisternino non è soltanto uno dei borghi più suggestivi della Valle d’Itria: alle spalle delle sue facciate bianche si nascondono una storia antica, tradizioni popolari, chiese, boschi e percorsi da esplorare a piedi o in bicicletta. Andiamo per gradi.
Un borgo da scoprire perdendosi tra i vicoli
Il modo migliore per conoscere Cisternino? Probabilmente perdersi nel suo centro storico. La sua particolarità è quella che viene definita “architettura spontanea”: un intreccio di abitazioni, corti, archi e stradine nato nel corso dei secoli e suddiviso tradizionalmente in diversi rioni. Passeggiando si incontrano anche alcuni degli edifici storici più importanti, come Palazzo del Governatore, Palazzo Vescovile, Palazzo Amati, Palazzo Lagravinese e Torre Capece. A vegliare sull’antico abitato c’è la Torre di Porta Grande, conosciuta anche come Torre Normanno-Sveva. Alta 17 metri e risalente al periodo medievale, rappresentava l’ingresso principale alla città. Sulla sua sommità si trova una piccola statua di San Nicola di Bari.
Dalla leggenda di Sturnio alle origini di Cisternino
Anche le origini del nome sono avvolte da storia e leggenda. Una tradizione seicentesca lo collega a Sturnio, compagno dell’eroe greco Diomede, che dopo essere sopravvissuto alla guerra di Troia avrebbe fondato una città chiamata Sturnoi o Sturnino.
Più accreditata è però l’ipotesi secondo cui Cisternino derivi da Cis-sturnium, ovvero “al di là di Sturnium”. Il territorio presenta comunque testimonianze molto più antiche: le tracce della presenza umana risalgono infatti alla preistoria, mentre reperti e monete documentano successivamente la presenza romana.
La Chiesa Madre e la Madonna del Cardellino
Tra i luoghi da visitare c’è la Chiesa Madre di San Nicola, costruita nel XIV secolo sopra un edificio religioso più antico. Al suo interno sono conservate due opere cinquecentesche in pietra viva attribuite allo scultore Stefano da Putignano: un tabernacolo e soprattutto la Madonna con Bambino, conosciuta come Madonna del Cardellino. A circa un chilometro dal centro si trova invece il Santuario della Madonna d’Ibernia, luogo al quale è legata un’antica leggenda: secondo la tradizione sarebbe stata la Vergine stessa, attraverso un’apparizione, a indicare il punto in cui costruire il santuario. Nell’area circostante sono stati rinvenuti reperti di epoca romana e medievale, oltre a un capitello bizantino e alcune tombe.
La Valle d’Itria tra trulli, masserie e boschi
Basta allontanarsi di poco dal centro storico perché Cisternino cambi volto. Il territorio comunale comprende circa 400 ettari di bosco e offre un paesaggio fatto di trulli, masserie, muretti e vegetazione mediterranea. Il Bosco Monti Comunali è diventato anche una destinazione per chi ama trekking ed escursioni nella natura. È proprio questo continuo passaggio tra borgo e campagna a rappresentare uno degli aspetti più affascinanti della visita: nel giro di pochi minuti si può passare dai vicoli bianchi del centro al silenzio della Valle d’Itria. Per chi preferisce scoprire il territorio sulle due ruote c’è poi la Ciclovia dell’Acqua, realizzata lungo la strada di servizio del canale principale dell’Acquedotto Pugliese. Il tratto attraversa i territori di Locorotondo, Cisternino, Ostuni e Ceglie Messapica e si sviluppa lontano dal traffico, tra macchia mediterranea, masserie, case rurali e trulli. Un modo diverso per osservare il paesaggio della Valle d’Itria, soprattutto per chi cerca un turismo lento e a contatto con la natura.
Tradizioni, feste e la curiosa Madonna delle Uova
Cisternino conserva anche tradizioni popolari particolari. Una delle più curiose è quella della Pasquarèdde, la Pasquetta celebrata presso il Santuario della Madonna d’Ibernia. La tradizione prevede dei caratteristici dolci con uova sode, chiamati u currùcchëlë, ai quali viene attribuito un significato augurale legato alla prosperità e alla fertilità. Non a caso, la Madonna d’Ibernia viene chiamata popolarmente anche “Madonna delle Uova”. Tra gli altri appuntamenti della tradizione c’è la festa dei patroni Quirico e Giulitta, celebrata nella prima settimana di agosto con luminarie, musica e fuochi pirotecnici. L’8 settembre torna invece la Fiera della Bomminella, antica manifestazione di origine agricola documentata da secoli.