Emmma Bonino è morta stamattina a Roma a 78 anni.
Bonino era stata ricoverata in ospedale, presso il Santo Spirito di Roma, il 7 settembre. Ieri era uscita dalla terapia intensiva dell’ospedale ed era stata trasferita in una struttura privata, sulla base di quanto concordato tra il medico curante e i medici del Santo Spirito. La situazione anche ieri era stata definita “delicata”.
Il cordoglio di Meloni: ‘Per decenni una voce forte della politica’
“Emma Bonino ha rappresentato per decenni una voce forte e riconoscibile della politica italiana, portando avanti le sue idee con determinazione”, ha scritto sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un messaggio di cordoglio per la morte della storica leader radicale. “Le nostre storie e le nostre sensibilità – aggiunge la premier – sono state lontane, ma questo non mi ha mai impedito di riconoscerne il peso e il ruolo nella vita pubblica della nostra Nazione. Alla sua famiglia e ai suoi cari va il mio cordoglio”.
Il cordoglio del sindaco Leccese
Con la scomparsa di Emma Bonino l’Italia e l’Europa perdono una delle menti più libere, coraggiose e caparbie della nostra storia democratica – commenta il sindaco Vito Leccese appresa la notizia -. Per chi, come me, ha iniziato a fare politica negli anni in cui le battaglie ambientaliste e per i diritti civili cercavano spazio nel nostro Paese, Emma è stata un punto di riferimento, una maestra di coerenza e dignità istituzionale. Con lei ho condiviso gli anni del Partito Radicale, la stagione delle rivendicazioni dei diritti civili, le campagne referendarie. Con Emma e Marco Pannella ci siamo ritrovati tra i banchi della Camera, uniti dalla stessa passione civile, nell’ultima legislatura della Prima Repubblica.
Aveva il coraggio di stare dalla parte delle proprie idee, anche quando significava essere in minoranza, e non sembrava preoccuparsene troppo perché continuava a battersi, convinta che prima o poi le sue battaglie avrebbero trovato la strada per diventare patrimonio comune.
Ha lottato per l’autodeterminazione, contro la pena di morte, per la pace, per i diritti delle persone e per un’Europa più unita. Lo ha fatto con una coerenza che qualche volta l’ha lasciata sola, ma che non le ha mai fatto perdere la direzione.
Emma Bonino ci ha insegnato che una minoranza può cambiare la storia. Molte delle cose che oggi consideriamo parte della nostra democrazia, prima di diventare condivise, sono state idee sostenute da poche persone, spesso controcorrente.
Ci mancherai, instancabile pasionaria”.
(Foto facebook)