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Bari, sui social è effetto nostalgia: “Quanto era bella e semplice tante rotatorie fa”

Da via Sparano con le palme al cinema Armenise, fino ai negozi storici: i cittadini si dividono

Pubblicato da: Francesca Emilio | Gio, 10 Settembre 2026 - 12:16
Foto Screen video Tik Tok  SouthItalyOfficial

Dalle palme in via Sparano al cinema Armenise, dai negozi storici alle strade meno trasformate, fino a scorci di una città che molti ricordano più semplice, più verde e forse più vivibile. Sui social è scoppiato l’effetto nostalgia per la Bari di qualche anno fa, soprattutto quella del 2010, raccontata attraverso video, immagini e commenti pubblicati su TikTok e rilanciati anche su altre piattaforme. Il tono è quello leggero dei social, ma dietro le immagini d’archivio e i montaggi nostalgici emerge un sentimento molto reale: Bari è cambiata tanto e continua a cambiare, ma una parte dei cittadini, guardando al passato, si chiede cosa sia stato perso lungo la strada. In uno dei video circolati online si legge: “Pov: è un giorno come un altro a Bari nel 2010”. Nei commenti si apre subito il confronto tra chi rimpiange la città di prima e chi, invece, apprezza la Bari di oggi.

“Vedendo queste foto posso confermare che era meglio nel 2010”, scrive un utente. Un altro aggiunge: “Era più bella e semplice”. C’è poi chi punta sul verde: “C’era più verde prima”. E chi collega il ricordo alla propria adolescenza: “Erano altri tempi e soprattutto la città era più sicura di oggi”. Non mancano, però, i messaggi di affetto verso la città anche nel presente. “Sempre bellissima”, commenta qualcuno. Un altro scrive semplicemente: “Quanto era bella”. Frasi brevi, a volte anche ironiche, non mancano infatti i riferimenti alle rotatorie (aumentate nel corso degli anni per una questione relativa alla viabilità e alla sicurezza) ma sufficienti a raccontare un legame che resta forte, anche quando diventa critico.

Il tema però non è solo estetico. La nostalgia per la Bari “di prima” si intreccia con il dibattito sulla trasformazione urbana degli ultimi anni: nuove piazze, strade rifatte, pedonalizzazioni, rotatorie, cantieri, lavori per la mobilità e interventi che hanno modificato abitudini e percorsi quotidiani. Il caso più evidente è quello del BRT, il Bus Rapid Transit, che sta cambiando diverse direttrici della città ed è stato al centro di molti dibattiti proprio per via dell’abbattimento di alcuni alberi. I cantieri interessano viale Unità d’Italia, viale Papa Giovanni XXIII, corso Benedetto Croce, il ponte XX Settembre e altre zone strategiche. L’obiettivo è creare un sistema di trasporto pubblico più rapido, ma nel frattempo i lavori incidono sulla viabilità, sulla sosta, sulla ciclabilità e sulla percezione quotidiana degli spazi urbani. A questo si aggiungono gli interventi su strade, marciapiedi, piazze e aree verdi, i progetti di riqualificazione, i cantieri nei quartieri e una città che, dal centro alle periferie, sembra essere entrata in una fase di trasformazione continua ormai da diversi anni. Per qualcuno è modernizzazione, per altri è perdita di identità, il caso emblematico (per molti) è quello delle palme in via Sparano.

La nostalgia social, quindi, non parla solo di ricordi. Parla anche della fatica di riconoscersi in una città che cambia velocemente. Bari dal 2010 a oggi è diventata più turistica, più esposta, più raccontata, più frequentata. Ha guadagnato visibilità, eventi, attrattività, ma secondo molti ha perso una parte della sua semplicità quotidiana. Il rimpianto per le palme di via Sparano, per il cinema Armenise o per alcuni negozi storici non è soltanto una questione di arredo urbano o memoria commerciale. È il ricordo di un modo diverso di vivere la città: meno vetrina, meno pressione, forse meno traffico simbolico attorno all’idea stessa di “Bari che cresce”. Resta il fatto che la città continuerà a cambiare. I cantieri in corso lo confermano, così come i progetti legati alla mobilità, al trasporto pubblico, alla rigenerazione urbana e alla valorizzazione turistica. La domanda, però, per alcuni resta aperta: “Come si può trasformare Bari senza cancellarne l’anima?”, si chiedono alcuni cittadini.

Il messaggio che arriva dai social, tra ironia e malinconia, è proprio questo. I baresi non chiedono necessariamente una città ferma al passato, chiedono, piuttosto, di non “perdere quel senso di appartenenza che rendeva certi luoghi riconoscibili, familiari, propri”. E così, tra un video su TikTok e un commento nostalgico, Bari si ritrova a fare i conti con la sua memoria recente. Una città amata anche quando viene criticata, rimpianta anche mentre si trasforma. Bella oggi, per molti. Ma per altri, ancora più bella, forse evidenziano alcuni perché “meno esposta”, “meno caotica” e “meno succube del pressing turistico”…”tante rotatorie fa”.

Foto screen video Tik Tok

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