I cantieri continuano a mettere a dura prova i commercianti e i residenti di Bari tra polvere, rumore e rallentamenti, ma il traguardo per la rivoluzione della mobilità cittadina ha ora una data: l’inizio del 2027. Per quella data entrerà ufficialmente in funzione il sistema Brt (Bus Rapid Transit), che integrerà la rete dei trasporti urbani con l’obiettivo di rendere gli spostamenti più efficienti e sostenibili. Il partito democratico ammette le complessità della transizione, sottolineando che “i cantieri hanno generato polvere, rumore, difficoltà negli spostamenti; continuano a mettere a dura prova i commercianti e spaesare le cittadine e i cittadini: ma il sacrificio richiesto sta per produrre una rivoluzione”.
Nei quadranti centrali e più trafficati, i nuovi mezzi viaggeranno su corsie riservate e protette da telecamere per sanzionare le auto private, corsie che resteranno accessibili solo ai veicoli di soccorso e alle forze dell’ordine. Il vero punto di svolta sarà la priorità semaforica: i bus attiveranno un’onda verde al loro passaggio per azzerare i tempi di attesa agli incroci. L’investimento avviato dalle amministrazioni comunali ha permesso di rinnovare interamente la flotta cittadina, che oggi conta 135 autobus classici e 42 mezzi Brt completamente elettrici da 18 metri, capaci di ospitare fino a 110 passeggeri.
Nessun rincaro è previsto per gli utenti: il biglietto manterrà il costo attuale e sarà unico per l’intera rete. Sul fronte ambientale, il progetto ha sollevato accese discussioni per il sacrificio di alcune aree verdi lungo i 25 chilometri di tracciato, dove su circa 700 alberi ne sono stati abbattuti 83. Dal Pd precisano che ogni rimozione ha riguardato piante malate, instabili o incompatibili, e rilanciano i dati della compensazione: “Al posto degli 83 rimossi, ne arrivano 240 di nuovo impianto, sempre in sede stradale. Quasi tre volte tanto. Le aree del nuovo piano della sosta ne prevedono altri 300”.
Il partito democratico itervenie anche sul tema caldissimo dei parcheggi, specificando che a fine lavori la riduzione netta sarà appena dell’1% di quelli interessati e che da ottobre partirà il nuovo piano della sosta. “Il Brt non serve a togliere l’auto a chi non ne può fare a meno, ma a dare un’alternativa a chi ne farebbe volentieri a meno e oggi non ne ha una» chiarisce la nota politica. Per tutelare chi vive nei quartieri coinvolti, sono in arrivo “le zone di sosta riservata con sosta gratuita per i residenti dotati di pass” insieme al potenziamento dei parcheggi di scambio park&ride per chi arriva da fuori città. Nelle prossime settimane prenderà il via una campagna pubblica di ascolto e informazione per illustrare tutti i dettagli del piano ai baresi.