l capoluogo pugliese si distingue a livello nazionale insieme a Verona: il 43% delle locazioni è legato a motivi professionali. Nelle locazioni vincono i single, mentre i contratti brevi e transitori registrano una forte presenza.
Il mercato immobiliare di Bari si riscopre a trazione professionale. A certificarlo è l’ultima analisi condotta dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa sulle compravendite e le locazioni effettuate nelle grandi città italiane, che assegna al capoluogo pugliese un primato netto sul fronte degli affitti legati alle esigenze di lavoro.
Insieme a Verona, Bari registra infatti la quota più elevata in Italia di contratti di locazione stipulati da lavoratori, che arrivano a coprire ben il 43% del totale del campione locale. Un dato che distanzia la città dalle dinamiche di altri grandi centri universitari, come Torino, dove a dominare sono invece gli studenti (35,5%), o del profondo Sud, dove la scelta della locazione è mossa quasi interamente da esigenze abitative a lungo termine delle famiglie.
A Bari la fetta principale di chi cerca una casa in affitto è composta da single. La fotografia della tipologia contrattuale riflette questa flessibilità della domanda: la città mostra infatti una fortissima presenza di contratti transitori, una formula preferita sia dai proprietari sia dagli inquilini rispetto al classico canone libero (che domina a Bologna col 90%) o a quello concordato (che a Genova tocca l’80%).Per quanto riguarda l’età, anche sotto il settore della costa adriatica gli inquilini più attivi appartengono alla fascia giovanile compresa tra i 18 e i 34 anni, in linea con il trend nazionale che vede i giovani adulti come i veri motori del comparto locazioni, preferendo come soluzioni abitative i bilocali e i trilocali.