La gup del Tribunale di Bari Antonella Cafagna ha condannato alla pena di 6 anni e 8 mesi di reclusione il pluripregiudicato tranese Alessandro Corda, affiliato al clan Capriati di Bari vecchia, imputato per estorsione con aggravante mafiosa. Corda, dal carcere di Poggioreale (Napoli), in cui era detenuto per scontare una condanna definitiva per un omicidio del 2017, avrebbe continuamente chiesto a un imprenditore di Trani somme di denaro da versare in cambio di protezione, utilizzando un cellulare che aveva con sé in cella. I fatti risalgono al periodo tra giugno 2024 e marzo 2025. Le richieste di Corda alla vittima sarebbero state sempre maggiori, da 5mila a 30mila euro, fino a quando l’imprenditore – che di volta in volta consegnava i soldi a persone diverse – non è più riuscito a pagare. Così sarebbero iniziate le minacce, anche di morte, rivolte all’imprenditore e alla sua famiglia, con frasi come “ti scanno come un maiale”.
La gup ha condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione la co-imputata Rosa Fiore, anche lei accusata di estorsione aggravata, che avrebbe avuto il ruolo di riscuotere alcune delle somme versate dall’imprenditore. Le indagini della Dda sono partite dall’analisi di alcuni cellulari sequestrati nel corso di un’altra inchiesta, dalla quale è emerso come l’imprenditore fosse “vessato da continue richieste di somme di denaro da versare in cambio di una prospettata protezione”. Gli accertamenti sono poi proseguiti con l’analisi di chat, pedinamenti e ascolto di persone informate sui fatti. La sentenza è stata emessa al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato. Gli imputati sono stati anche condannati a risarcire le parti civili, l’imprenditore vittima e il Comune di Trani. Altri quattro presunti sodali di Corda sono attualmente a processo con rito ordinario