Muoversi in città durante l’estate ha avuto un peso molto diverso sulle tasche dei cittadini e dei turisti a seconda di dove si trovavano in Italia. Lo rivelano i dati dell’Osservatorio Turismo e Mobilità Cashless di SumUp, che ha tracciato i costi dei trasporti nelle principali città italiane tra giugno e agosto 2026.
La buona notizia per Bari riguarda i bus e i treni locali: la città è la più economica d’Italia per il trasporto pubblico, con un valore medio di appena 1 euro a biglietto. Una situazione opposta rispetto a Venezia, che si conferma la più cara con una media di 3,80 euro a corsa. Per quanto riguarda i taxi, la forbice dei prezzi per i collegamenti con gli aeroporti diventa ancora più netta: si passa dai soli 10 euro spesi a Parma fino al picco di 150 euro registrato a Messina. A livello di rincari spiccano invece Roma, dove il trasporto pubblico ha subito un aumento del 35,3%, e Pistoia, che vede le tariffe dei taxi salire del 27,3%.
Oltre ai prezzi, a cambiare sono anche le abitudini di pagamento. La mobilità italiana si scopre sempre più digitale: la spesa cashless nel settore è cresciuta del 17% su base nazionale rispetto allo stesso periodo del 2025. A spingere questa trasformazione è soprattutto la tecnologia Tap to Pay, che permette di pagare il biglietto o la corsa direttamente con lo smartphone avvicinandolo ai dispositivi di bordo o ai telefoni dei tassisti (+22% in un anno). Tra le aree più dinamiche per questa rivoluzione digitale spiccano il Molise per la spesa complessiva e l’Umbria per l’uso dei pagamenti da smartphone.