L’intelligenza artificiale sviluppata a Bari per sostenere la ricerca oncologica conquista un riconoscimento nazionale. L’Istituto tumori Giovanni Paolo II si è aggiudicato il premio Forum Pa Sanità 2026 grazie a OncoAI, una piattaforma digitale che permette a ricercatori e centri scientifici di tutto il mondo di sperimentare algoritmi progettati per l’analisi dei dati clinici e diagnostici dei pazienti oncologici.
Il riconoscimento è stato assegnato a Roma, nell’ambito della manifestazione Forum Pa Sanità, nella categoria “Infrastrutture e dati per il sistema salute”, dedicata ai progetti che promuovono l’innovazione digitale e l’utilizzo delle nuove tecnologie in ambito sanitario. La piattaforma, sviluppata dai ricercatori del laboratorio di Biostatistica e Bioinformatica dell’Irccs barese, mette a disposizione della comunità scientifica internazionale strumenti di intelligenza artificiale sviluppati e validati internamente dall’Istituto. Attraverso un sistema cloud sicuro, accessibile anche da remoto, i centri di ricerca possono utilizzare gli algoritmi su dati anonimizzati, senza dover trasferire i propri archivi clinici.
Attualmente OncoAI ospita tre algoritmi dedicati al tumore della mammella, ciascuno progettato per analizzare aspetti differenti della malattia e contribuire alla ricerca di strumenti sempre più precisi per la valutazione dei pazienti. Il primo, denominato Arise, analizza le immagini ecografiche del tumore per prevedere il possibile coinvolgimento metastatico del linfonodo sentinella, uno degli elementi importanti nella valutazione della diffusione della malattia. Il secondo algoritmo utilizza le immagini della risonanza magnetica per stimare la risposta alle terapie neoadiuvanti, ossia i trattamenti somministrati prima dell’intervento chirurgico con l’obiettivo di ridurre la massa tumorale.
Il terzo, chiamato Peerad, integra diverse informazioni cliniche e diagnostiche per stimare il rischio di recidiva, utilizzando come riferimento il test genomico EndoPredict. L’obiettivo del progetto è favorire la collaborazione tra istituti e ricercatori, consentendo di sperimentare strumenti di analisi avanzata senza la necessità di condividere direttamente gli archivi sanitari. Un modello che punta a rendere più accessibili le tecnologie sviluppate nell’ambito della ricerca oncologica, mantenendo l’attenzione sulla protezione dei dati clinici. A ritirare il premio a Roma sono stati Raffaella Massafra, direttrice scientifica dell’Istituto tumori Giovanni Paolo II, Vito Campanile, direttore sanitario, Elena Tarantini, direttrice amministrativa, e Samantha Bove, ricercatrice.
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