Dimissioni, volontarie o imposte. È quello che Fratelli d’Italia chiede al presidente Antonio Decaro a proposito di Tommaso Stallone, direttore generale dell’Istituto Tumori di Bari, al centro di uno scandalo. Per il partito non basta l’istruttoria affidata al Dipartimento Salute.
La richiesta è contenuta in un comunicato in cui Fratelli d’Italia ricorda che Decaro ha personalmente scelto e nominato Stallone a giugno scorso, nonostante fosse stato rimosso ad aprile 2025 dal ruolo di dg all’IRCCS di Castellana Grotte dall’allora governatore Emiliano. Ecco come viene spiegata la posizione: “Non basta un’istruttoria affidata al Dipartimento Salute. Di fronte allo scandalo che ha travolto il direttore generale dell’Istituto Tumori di Bari, Tommaso Stallone, per Fratelli d’Italia c’è una sola strada: dimissioni. Volontarie, o imposte. È quello che chiediamo al presidente Antonio Decaro – che l’ha personalmente scelto e nominato a giugno scorso, nonostante Stallone fosse stato rimosso ad aprile 2025 dal ruolo di dg all’IRCCS di Castellana Grotte dall’allora governatore Emiliano. Un atto dovuto, le dimissioni, a tutela dell’Oncologico barese, dei medici che ci lavorano con abnegazione, dei pazienti e della Regione stessa”.
Il partito racconta poi di aver seguito la vicenda fin dall’inizio e spiega perché ha scelto di intervenire solo ora: “Fin dall’inizio, come cittadini ancora prima che come politici, abbiamo seguito l’inchiesta del blogger Antonio Loconte sulla presunta incompatibilità di Stallone con l’incarico ricevuto. E non solo. L’inchiesta lanciava sospetti anche sul trasferimento, in comando, della moglie di Stallone, dall’IRCCS De Bellis al Dipartimento Salute della Regione. Per scelta, non siamo intervenuti per non strumentalizzare. Ieri lo abbiamo fatto, convocando una conferenza stampa, dopo l’intervento soft del presidente Decaro, che ha scaricato la patata bollente sul Dipartimento Salute, investendolo di poteri inquirenti che competono alla magistratura. L’accusa di aver dato denaro – 5.500 euro in tre bonifici istantanei – in cambio del presunto silenzio del blogger, dovrà essere sicuramente accertata. Ma, di fronte ai video pubblicati e alla gravità del sistema di clientele e potere che scoperchiano, e che coinvolge a cascata altri dirigenti e imprenditori pugliesi, il direttore generale avrebbe dovuto fare un passo indietro immediato per avere piena libertà di difendersi dalle accuse. Ma, visto che non l’ha fatto, ci saremmo aspettati che fosse Decaro a rimuoverlo”.
Il caso, secondo Fratelli d’Italia, va oltre la singola nomina e riguarda la sanità pugliese nel suo complesso: “Lo scandalo – lo ribadiamo – fa emergere un vero e proprio sistema che noi denunciamo da tempo nella sanità pubblica pugliese: scambi di favori, clientelismo, amici degli amici, sprechi…
Sulle scelte fatte da Decaro nei mesi scorsi, il comunicato aggiunge: “Il presidente Decaro aveva giurato discontinuità, ma già quando – a giugno scorso – nominò i nuovi direttori generali delle ASL, noi parlammo di un’operazione di facciata: un giro di valzer, poltrone fatte ruotare non in base al merito ma secondo logiche clientelari e di fedeltà politica. Una spartizione geometrica del potere, un gioco delle tre carte. I conti della sanità pugliese sono sprofondati in una voragine di 369 milioni di euro nel 2025, e per questo abbiamo chiesto di far luce con una Commissione d’Inchiesta, ma il presidente Decaro e la sua maggioranza continuano a fare orecchio da mercante. Così come oggi abbiamo ribadito la richiesta di un Consiglio monotematico sulla sanità, senza tempi contingentati come ci è stato imposto nella seduta farsa del 14 luglio scorso, quella in cui il presidente Decaro mostrò le sue slide senza possibilità di replica”.
La chiusura è un appello rivolto al presidente della Regione, con il richiamo ai malati e a chi li rappresenta: “Oggi, quello che gli chiediamo è un segnale vero di discontinuità: via subito Stallone dalla poltrona di direttore generale dell’Oncologico di Bari. La salute non è una merce. Oggi siamo qui a chiedere dignità e rispetto per i malati pugliesi. La sanità non è una merce e lo hanno ribadito anche il presidente della rete delle associazioni pugliesi dei malati oncologici, Francesco Diomede, e Sara Elettra Petrassi, psicologa della LILT”.