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“Poste, no alla privatizzazione”. Il sit-in dei sindacati davanti alla sede regionale

Pubblicato da: Fabrizio Ciannamea | Mer, 22 Marzo 2023 - 10:14
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Bandiere, fischietti e slogan, anche duri, verso i vertici aziendali, per manifestare contro la privatizzazione di Poste Italiane e chiedere l’immediata stabilizzazione dei precari.  Un centinaio di lavoratori, rappresentati dalle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cisal, si sono riuniti oggi fuori dalla direzione regionale di Poste Italiane, in via Amendola a Bari, per un sit-in di protesta.rnrn“Non è concepibile la svendita della nostra azienda pubblica ai potentati economici, nel silenzio dei manager”, gridano dai megafoni. “La privatizzazione metterebbe a rischio migliaia di posti di lavoro – fa sapere il segretario generale della Slc-Cgil di Bari, Vito Battista –  perché si tenderebbe a massimizzare i profitti nel minor tempo possibile e quindi non reggerebbe la tenuta occupazionale. Soprattutto in quei settori dove non ci sono stati ingenti investimenti, come quello del recapito”.rnrnrnrnGli 800 precari da stabilizzarernrnMa non è solo la privatizzazione aziendale a preoccupare i lavoratori, di mezzo c’è anche la questione dei precari. “Ci sono circa 800  lavoratori  in part-time di Poste Italiane in Puglia, quasi 11mila in Italia – spiega Battista – noi vorremmo che a tutti loro l’azienda garantisse un contratto a tempo pieno. Queste devono essere le priorità di Poste Italiane”.rnrnGinefra (Pd): “Giuste le proteste dei lavoratori. Il Mise segua la privatizzazione”rnrn“Sia la questione dei part-time che della privatizzazione si collocano all’interno di una riorganizzazione del sistema postale che suscita preoccupazione per i sindacati – secondo il deputato democratico Dario Ginefra, che ha partecipato questa mattina al manifestazione in sostegno dei lavoratori –. La privatizzazione è iniziata tempo fa con la cessione del 35% delle azioni di Poste Italiane s.p.a a Cassa Depositi e Prestiti, questa è la linea del governo. E’ necessario vigilare affinché gli impegni assunti con il contratto di programma 2015 tra Poste Italiane e Ministero dello Sviluppo economico vengano rispettati, sia per quanto riguarda l’occupazione che il sistema organizzativo dell’azienda”.rnrn rnrn rnrn 

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