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Hanno incrociato le braccia per la terza volta in un anno. “Se il prezzo del grano non salirà inizieremo un duro sciopero della semina”, hanno detto. La Cia Puglia (Confederazione italiana agricoltori) questa mattina, 28 luglio,  è tornata a protestare a difesa dei produttori di grano, con un sit in fuori dalla sede del Consiglio regionale in Via Capruzzi, a Bari, contro il crollo del prezzo del grano e l’aumento delle importazioni del cereale più diffuso.

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Le proposte dei produttori al governo nazionale

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“Abbiamo incontrato il presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, e i capigruppo per chiedere di presentare le nostre istanze al governo nazionale – ha detto a Borderline24.com Raffaele Carrabba, presidente regionale della Cia – non è possibile svendere il grano prodotto per un anno, col duro lavoro, a due soldi. Ecco perché chiediamo all’esecutivo di Roma di sospendere per almeno 20 giorni le importazioni di grano estero e creare una filiera di produttori, grossisti ed acquirenti per stabilire un prezzo minimo garantito del grano. E’ necessario, inoltre, che le imprese pugliesi produttrici di pasta e pane acquistino il nostro grano”.

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\r\n\r\nI motivi del tracollo del prezzo del grano\r\n

L’immissione nel mercato di ingenti quantità di grano importato durante la trebbiatura ha provocato il tracollo dei prezzi – si legge in una nota del sindacato – aumentando a dismisura il già ampio divario tra costo del frumento e prezzo di pane e pasta. I produttori di grano – continua la nota – sono oggetto  di una speculazione che non ha precedenti, con il grano duro pagato 18 euro al quintale, largamente al di sotto dei costi produttivi e con perdite fino al 50% sulla scorsa campagna di commercializzazione.

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“Tra l’altro la gente non sa che il nostro grano è migliore rispetto a quello importato dai Balcani o dal Kazakistan, perché non utilizziamo prodotti vietati e soprattutto nocivi per la salute – ci dice un produttore – Il nostro è un cereale sano, migliore sotto il profilo sanitario rispetto a quello estero. I consumatori non sempre possono saperlo, ma i pastifici e i panifici ne sono perfettamente a conoscenza”.

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Il consiglio approva all’unanimità  

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I rappresentati regionali della Cia hanno donato simbolicamente un mazzo di grano pugliese ai consiglieri regionali prima di entrare nella sede del Consiglio in via Capruzzi. Durante la seduta di oggi, i consiglieri hanno approvato all’unanimità la proposta presentata dalla Cia. E ora la palla passa al governo nazionale. “Il consiglio ha fatto benissimo ad approvare la proposta – ha dichiarato Giuseppe Turco, consigliere della Puglia con Emiliano –  questa è una battaglia sacrosanta perché nessuno deve speculare sul sudore e sulla fatica dei nostri agricoltori. La Puglia è il granaio d’Italia con un livello altissimo dei prodotti. E in una fase di concorrenza sleale, è necessario attivare procedure certe e chiare sulla tracciabilità della pasta prodotta con grano pugliese. Agli agricoltori va tutto il nostro pieno sostegno”.

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