BARI – Sono passati tre anni da quando, nel maggio del 2013, l’ex amministrazione guidata dall’attuale presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, bandì la gara per la bonifica permanente della Fibronit. Nel luglio del 2014 è avvenuta la prima aggiudicazione e da allora si sono susseguiti diversi ricorsi che hanno rallentato una delle opere più importanti per la città di Bari. Un intervento atteso dal comitato Fibronit e dai residenti di Japigia e di Madonnella, perché l’ex fabbrica d’amianto, fondata nel 1935, è stata attiva per 50 anni nel cuore di Bari e ha provocato più di 350 morti per mesotelioma pleurico. Non solo operai, ma tanti residenti che hanno respirato per anni le fibre letali diffuse nell’atmosfera.

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I precedenti

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Con l’amministrazione Emiliano e sotto l’allora assessore all’Ambiente Maria Maugeri fu realizzato il primo intervento di bonifica, iniziato nel 2005 e conclusosi il 21 giugno del 2007. Un giorno storico per la città. Per la prima volta dopo anni di paura i cancelli della Fibronit si aprirono: i capannoni erano stati svuotati dalle mura e dalle tettoie ed erano stati rimossi 900mila chili di amianto.

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Ma la bonifica non era completa. Bisognava procedere a quella definitiva, per la quale la Regione ha stanziato 11 milioni di euro. Il progetto prevede in 750 giorni la demolizione dei capannoni. Le macerie saranno frantumate, i vani interrati “tombati”, saranno realizzati muri di contenimento e di confinamento anche interrati. La gran parte dell’area, che si estende per circa 10 ettari, diventerà poi, in un terzo step, un grande parco, dedicato alle vittime dell’amianto.

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La burocrazia e i ricorsi

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Ma l’aggiudicazione del bando è stata più tortuosa del previsto, tanto che il sindaco Antonio Decaro aveva dichiarato la volontà dell’amministrazione di procedere ugualmente all’affidamento dei lavori. “La Fibronit è una bomba ecologica – aveva detto – Se continuiamo a tenerla in questo stato, senza intervenire, tutto quello che abbiamo fatto nella prima bonifica risulterà vano”. Da qui la decisione dell’amministrazione, dopo aver consultato l’Avvocatura, di procedere ugualmente all’aggiudicazione definitiva all’Ati con capogruppo Teorema, che ha presentato un’offerta di 9 milioni e 800mila euro. E sui contenziosi in atto? L’ultimo è stato notificato il 2 febbraio dalla ditta seconda nella gara, la Teseco. L’amministrazione nella determina dirigenziale è molto chiara: quando i giudici si esprimeranno sui ricorsi, si prenderanno le dovute decisioni. “All’esito dei contenziosi nelle fasi pendenti – si legge nell’atto –  o in ragione delle domande a proporsi giudizialmente, si adotteranno le dovute decisioni in ordine alle clausole, anche di risoluzione ipso iure ovvero di manleva in capo all’amministrazione, da prevedersi negli atti pure negoziali susseguenti”.   Il cantiere, salvo ulteriori intoppi, partirà entro l’autunno.

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Le reazioni

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“Con l’aggiudicazione definitiva dei lavori di bonifica della Fibronit, la città spera di scrivere il lieto fine di quella che sembrava una storia infinita scritta dai tanti ricorsi portati avanti dalle aziende partecipanti all’appalto – spiega il sindaco Decaro -. Ai cittadini del quartiere Japigia e delle zone limitrofe alla ex fabbrica e ai parenti delle vittime di mesiotelioma pleurico e asbestosi, la città deve restituire un sito bonificato e il più grande parco cittadino simbolo di vita e salute”.

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“Questa è una sfida di cui noi conoscevamo tutte le difficoltà fin dall’inizio – commenta Maria Maugeri consigliera delegata alle operazioni di bonifica  – ma non per questo abbiamo mai pensato per un solo giorno di mollare né abbiamo intenzione di farlo adesso. Credo che per un amministratore pubblico sia un grande onore portare avanti una battaglia di queste dimensioni e di questa importanza per la propria città, perché la bonifica del sito della ex Fibronit è per noi un risarcimento umano e pubblico dovuto alla storia di questa città e dei nostri concittadini”.

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Ex Caserma Rossani

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Buone notizie anche sulla Rossani: è stato pubblicato il bando per l’affidamento della progettazione (che dovrà essere consegnata entro due mesi dall’aggiudicazione definitiva) e dei lavori di realizzazione del polo bibliotecario all’interno dell’ex caserma. Il bando fissa a 730 giorni il tempo massimo di esecuzione degli interventi. A disposizione ci sono 9 milioni e 700mila euro della Regione Puglia.


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