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La risposta dell’assessore allo Sviluppo economico, Carla Palone alle domande poste da Borderline24 nell’editoriale “Il commercio boccheggia e l’assessore Palone che fa?“\r\n\r\n \r\n\r\n”Rispondo con piacere alle sollecitazioni del direttore di Borderline24 e colgo l’occasione per ricordare come il ruolo dell’amministrazione comunale e il mio di assessore allo Sviluppo economico, risieda proprio nell’attivare politiche di carattere generale che favoriscano tanto le attività commerciali esistenti quanto l’insediamento di nuove realtà produttive, e non nel sostegno diretto alle singole attività produttive in quanto tali. Io credo che gli amministratori debbano dialogare ogni giorno con i cittadini e con i commercianti per provare a dare risposte immediate alle loro esigenze e contemporaneamente condividere le strategie con gli operatori del settore e le associazioni di categoria, con cui stiamo affrontando un percorso comune e sinergico dal primo giorno del mio mandato. Ma di questo credo sia giusto che siano i diretti interessati, che lei direttore chiama in causa, a dare testimonianza.\r\n\r\nUna premessa, però, è dovuta: oggi Bari, come il resto del Paese, subisce gli effetti di una crisi globale devastante che viene da lontano. Una crisi che non ha soltanto messo in discussione la nostra economia e migliaia di posti di lavoro, persi anche a causa della chiusura di tante attività produttive, ma che ha soprattutto cambiato radicalmente i nostri stili di vita e i nostri modelli di riferimento anche sui consumi. A questa trasformazione generale non è possibile rispondere con un sostegno economico alla singola attività commerciale e non è certamente quello il ruolo dell’assessorato allo Sviluppo economico di una città, come Bari, che oggi ha tutte la carte in regola per tornare ad essere un punto di riferimento per il sud Italia. Perché la crisi economica che abbiamo vissuto non ha messo in crisi solo le attività commerciali ma il modo stesso di fare ed essere impresa, ed essendo io stessa un’operatrice del settore, con un’impresa che al pari delle altre deve faticare per stare sul mercato, ne conosco rischi e opportunità. È con questo nuovo scenario che la gran parte degli operatori commerciali della città deve misurarsi, nella consapevolezza che non si può vivere dei fasti di ciò che è stato.\r\n\r\nLe attività commerciali che chiudono, a Bari come a Pavia, a Napoli come a Milano, non hanno retto all’impatto della crisi, così come intere famiglie hanno visto scomparire il loro potere d’acquisto. Questi sono due dati che devono per forza incrociarsi tra loro altrimenti si rischia di alimentare un’analisi sterile e retorica senza che questa possa produrre un’indicazione per le amministrazioni e per gli stessi commercianti per provare a cambiare, seppur in parte, le cose.\r\n\r\nCon la crisi, ma anche con il popolo dei consumatori del terzo millennio, bisogna confrontarsi, ed è impensabile farlo con gli strumenti del passato. Oggi è più facile e immediato acquistare tramite una app un qualsiasi prodotto e vederselo consegnare entro 24 ore a casa piuttosto che recarsi a sceglierlo in un negozio: questo è un dato reale in tutto il mondo non solo a Bari. Su questo un’amministrazione deve e può intervenire, da un lato sostenendo, anche economicamente, i processi di innovazione non solo dei negozi ma anche e soprattutto delle imprese e del settore commercio e dall’altro puntare sull’attrattività della città che può e deve tornare ad esercitare un ruolo centrale in virtù delle sue peculiarità e caratteristiche, nonché delle strategie che riuscirà a mettere in campo solo, e sottolineo solo, se i commercianti abbandoneranno una volta per tutte quell’approccio individualistico che a tutt’oggi penalizza lo sviluppo di interi settori del commercio cittadino.\r\n\r\nDa alcune settimane stiamo lavorando per l’avvio del DUC – Distretto Urbano del Commercio nel quartiere Libertà, un progetto il cui esito sarà determinato in primo luogo dalla disponibilità dei commercianti di unirsi e fare rete per un obiettivo comune. Noi abbiamo scelto di intervenire su via Manzoni, lì dove tante attività commerciali hanno perso appeal nei confronti dei consumatori e hanno chiuso. Vogliamo sostenere un cambiamento che lasci un segno duraturo nel tempo, che rappresenti un investimento e non un intervento estemporaneo.\r\n\r\nIl Comune farà la sua parte per sostenere i DUC che nasceranno sul territorio comunale sia attraverso interventi sulla manutenzione e sull’arredo urbano sia attraverso il confronto con le proprietà immobiliari teso a calmierare le richieste di canoni troppo esosi per consentire l’insediamento di nuove realtà commerciali e produttive nei locali attualmente sfitti.\r\n\r\nAnalogamente ci stiamo muovendo per pubblicare nel mese di maggio il nuovo bando MAP che tornerà a distribuire sul territorio comunale 2 milioni di euro  in favore di piccole imprese che potranno ottenere un finanziamento fino a un massimo di 80mila euro ( nel 2015 sono state già finanziate 82 attività commerciali sparse su tutto il territorio cittadino). Un sostegno concreto, capace di determinare un impatto sensibile sul territorio e sul tessuto commerciale, di cui sarebbe opportuno parlare, magari anche con quanti negli anni passati hanno avuto accesso ai finanziamenti.\r\n\r\nBari è una grande città con un territorio estremamente variegato e con attività produttive eterogenee con problematiche differenti, e dunque la sfida di un amministratore sta nell’adottare una strategia complessiva che sappia però declinarsi sulle singole realtà territoriali.\r\n\r\nIn quest’ottica ben vengano eventi promossi da soggetti economici privati capaci di portare la nostra città alla ribalta nazionale: si tratta di iniziative, a costo zero per il Comune, che aumentano l’attrattività e l’appeal della città agli occhi non solo dei residenti ma dell’intera area metropolitana e portano migliaia di persone in strada. Nel caso di Have a Glamorous Weekend, forse è opportuno sottolinearlo, l’adesione dei commercianti è cresciuta fino a coinvolgere in questa terza edizione, accanto al quadrilatero murattiano, anche alcune strade di Madonnella e di Torre a Mare, oltre a via Manzoni. E se serviranno altre dieci edizioni di Have a Glamorous weekend per coinvolgere tutta la città e attirare gente in tutte le strade commerciali, noi lo faremo! Perché la partecipazione crescente è il segno che molti commercianti hanno ritenuto l’iniziativa valida e utile a promuovere i loro esercizi. Così come mi piace segnalare l’esperienza che stiamo portando avanti con gli operatori mercatali, con cui per il secondo anno di fila condividiamo un calendario di aperture durante le giornate festive, o la dignità che abbiamo restituito agli ambulanti del mercatino delle pulci, che oggi hanno uno spazio regolarmente assegnato, o agli operatori ambulanti abusivi per cui abbiamo avviato percorsi di formazione gratuiti che li aiuteranno ad acquisire la licenza e lavorare nella legalità.\r\n\r\nPerché per me lo sviluppo economico di questa città passa necessariamente dal rispetto delle regole e dalla possibilità di confrontarsi con altri modelli possibili di commercio in modo da mutuare le migliori esperienze esistenti. Certa che il confronto sia alla base della crescita, mi piace pensare che come noi amministratori siamo impegnati in un confronto quotidiano con la città, anche gli operatori della stampa si facciano parte attiva di questo confronto e siano uno stimolo a fare sempre meglio”.\r\n\r\n 


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