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Il ritocchino tiene testa alla recessione e al clima di instabilità economica e finanziaria. In base ai dati provenienti dall’International Society of Aesthetic Plastic Surgery, l’Italia in linea con il trend di crescita generale, sarebbe al terzo posto nella classifica mondiale dei Paesi che ricorrono al bisturi per fini estetici. E tra gli interventi più gettonati c’è la mastoplastica additiva. Le ragioni sono molteplici: restituire tono e volume al seno dopo una gravidanza o un dimagrimento, aumentarne le dimensioni, correggere un’asimmetria o cancellare i segni del tempo. L’obiettivo è, quindi, piacersi di più e ritrovare il proprio benessere psicofisico mostrando maggiore femminilità. “La mastoplastica additiva è una delle più comuni procedure di chirurgia estetica eseguite nel mondo. Si tratta di un intervento chirurgico dai risultati sempre soddisfacenti, eseguibile sia in anestesia generale sia in anestesia locale con sedazione che prevede l’inserimento d’impianti mammari, quindi protesi in gel di silicone coeso, atto ad aumentare le dimensioni e la proiezione del seno”. Oggi, infatti, grazie a procedure chirurgiche avanzate è possibile ottenere un risultato estetico di grande effetto e stabile nel tempo. Per un seno su misura è, però, necessario valutare una serie di fattori che possono compromettere la buona riuscita e, nello specifico, la struttura corporea della paziente perché ogni donna ha caratteristiche fisiche particolari.\r\n\r\nDurante la visita preoperatoria sono valutate attentamente le caratteristiche morfologiche del torace e le possibili protesi da utilizzare, così come vengono prescritti esami di routine necessari ad affrontare in assoluta sicurezza l’intervento.\r\n\r\nL’anatomia della paziente condiziona anche la scelta del metodo di inserimento delle protesi, la loro tipologia, il volume e la forma che si vuole dare al seno nonché il tipo di incisione da eseguire. L’incisione può essere posizionata nel solco sotto-mammario, intorno all’areola o nel cavo ascellare. Se la paziente ha uno scarsissimo tessuto ghiandolare che non garantisce una buona copertura della protesi è preferibile posizionarle al di sotto del muscolo granpettorale. Tali protesi possono essere inserite a livello sottoghiandolare, sottomuscolare o in parte sottomuscolari e in parte sottoghiandolari, secondo la tecnica dual plane..\r\n\r\nIl blando dolore post-operatorio viene ben controllato da farmaci antidolorifici e generalmente tende a scomparire dopo 24 ore o al massimo 48. Le protesi comunemente utilizzate nei paesi dell’Unione Europea sono realizzate in gel di silicone coeso e sono atossiche ed anallergiche. E’ importante sottolineare che i materiali di silicone autorizzati per uso medico sono stati studiati e sperimentati ampiamente e i risultati ottenuti confermano che non causano patologie tumorali mammarie, fornendo pertanto prove inconfutabili sulla loro sicurezza. Numerosi studi clinici hanno, dunque, dimostrato che il tumore della mammella non è più frequente in donne con protesi mammarie di quanto non lo sia nelle altre. Le protesi peraltro non interferiscono nell’accuratezza di esami radiologici quali ecografia, mammografie e risonanza magnetica, i medici radiologi sono a ben conoscenza delle tecniche di dislocazione delle protesi per ottenere proiezioni del tessuto mammario senza interferenze. Per poter vedere il nuovo seno è necessario, infine, attendere circa un mese e mezzo e almeno tre mesi per sentirlo sufficientemente ‘naturale’. Ma già da subito si può pensare di tornare a svolgere le normali attività quotidiane. “Il ritorno alla routine è abbastanza rapido; è buona norma comunque attendere almeno una settimana prima della ripresa graduale dell’attività sociale e lavorativa”.


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