ANSIA. Quante volte nel corso della giornate ci capita di pronunciare o di udire questa parola? “Ehi mi metti ansia” oppure “sei troppo ansioso”! Ormai è anche la protagonista principale di frasi ironiche tipo “finché c’è vita c’è sperAnsia”, “in tutto ciò che faccio ci metto l’anima ansia”, “dimensione d’ansia” insomma “c’è ansia, ansia ovunque”.\r\n\r\nÈ ormai una compagna di vita onnipresente eppure, è stato dimostrato che la sua gestione potrebbe richiedere delle piccole azioni davvero banali. Esiste, in particolare, un tipo di disturbo specifico: il disturbo d’ansia sociale, meglio conosciuto come “fobia sociale”, caratterizzato da una forte paura, o ansia, che si presenta nel momento in cui l’individuo può essere “esaminato” dagli altri. La persona ha paura di essere giudicata come ansiosa, debole, stupida, noiosa, sporca, sgradevole. Può avere paura di arrossire, o paura che le tremino le mani e quindi magari per questo può decidere di evitare di bere, di mangiare, scrivere in pubblico. Esiste anche la “paruresis” o “sindrome della vescica timida”, quando si evita di urinare nei bagni pubblici quando sono presenti altri individui. L’ansia potrà portare l’individuo a decidere di evitare determinate situazioni sociali, portando la gente ad essere più chiusa, più introspettiva, meno coinvolta a livello sociale. E allora sulla base di questa associazioni due psicologi dell’University of British Columbia hanno deciso di verificare se gli atti di gentilezza, gli atti pro-sociali possano invece contribuire ad alleviare l’ansia sociale. Allo studio hanno partecipato 115 studenti universitari ansiosi e sono stati divisi in 3 gruppi. Al primo gruppo è stato chiesto di impegnarsi in tre atti di gentilezza al giorno, per due giorni a settimana, per quattro settimane. Si trattava di semplici atti come lavare i piatti del coinquilino, fare piccole donazioni per beneficienza. Al secondo gruppo è stato chiesto di mettersi nella condizione di aumentare il loro livello di socializzazione: parlando con un vicino di casa, chiedendo ad un vecchio amico di pranzare insieme. Il terzo gruppo, quello di controllo, doveva semplicemente scrivere su di un diario ciò che succedeva nel corso della giornata.  I risultati:  il primo gruppo ha sviluppato una forte riduzione di evitamento di quelle situazioni sociali che solitamente tendevano ad evitare per la loro paura di rifiuto o conflitto.\r\n\r\nGli atti di gentilezza possono quindi rafforzare le relazioni sociali, aumentare l’impegno sociale, rafforzare le reti sociali e ridurre l’ansia sociale. È stato rilevato che anche piccoli atti come dire “grazie” più spesso possono dare grande beneficio.\r\n\r\nIl disturbo d’ansia sociale è associato anche a livelli alti di abbandono scolastico, ad una diminuzione del benessere, alla produttività lavorativa e anche all’essere single o al non avere figli. Quando il livello d’ansia è gestibile si potrebbe cercare di impegnarsi in attività sociali, ma quando la situazione inizia a diventare troppo invasiva potrebbe essere utile chiedere aiuto, in quanto, nonostante il forte rischio di compromissione sociale solo la metà degli individui richiede un trattamento specifico, traendone vantaggio.

© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24 Il giornale - Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

LASCIA UN COMMENTO:

Please enter your comment!
Please enter your name here