Come quando eravamo piccoli – Recensione

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Parlare dell’ordinario in maniera straordinaria – cosa c’è di più ordinario della crisi, esistenziale e professionale, di un uomo alle prese con il tradimento, la gelosia e la separazione? Eppure, Come quando eravamo piccoli di Jacopo Paliaga e French Carlomagno lascia al lettore un senso di empatia che ha dello straordinario.

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Con un tratto graffiato – in grado di rendere il fascino di personaggi dai profili spigolosi – e un colore tenue – che alterna notturne e tramonti, sottolineando il tono crepuscolare del racconto – Carlomagno mette in scena la parabola umana di Pietro, nato dalla penna di Paliaga.

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“Una volta mio padre mi ha detto che le cose brutte accadono per insegnarci a riconoscere le cose belle”: l’incipit della graphic novel (e tutto il suo svolgimento) insegna che ogni ostacolo è uno stimolo per saltare più in alto, ogni sofferenza è una lezione di vita e ogni fine è occasione di cambiamento. Assimilare questi principi e farli propri è – probabilmente – la chiave per vivere nella migliore maniera possibile l’esistenza e le relazioni. Nella trama, se Sophie non avesse tradito Pietro con Greg, Pietro non avrebbe mai conosciuto Alice e il finale della storia sarebbe stato molto diverso.

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La fuga del protagonista dal proprio mondo, faticosamente creato – parliamo del set di una serie di cui Pietro è autore – verso l’affettività salda e onnipresente della propria famiglia, concentrata nel personaggio della sorella Rebecca, racconta l’umana necessità di ritornare al tempo certo e concreto dell’infanzia per riprendere in mano i capitoli iniziali della propria storia personale e ricominciare da zero. La forza di questo racconto grafico sta nel’empatia che riesce a creare fin dalle prime battute con il lettore, con cui condivide bagaglio culturale ed emotivo. E’ un racconto onesto e poetico – poetico come una composizione di Guido Catalano, una delle voci migliori del sentimento pop italiano – che rende, grazie a una tecnica narrativa e grafica senza sbavature, il dolore e la bellezza della rinascita.

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Questa canzone, questa serie, questo gruppo li conosco anche io! La poetica del quotidiano permette al lettore di sentirsi parte del racconto, in quanto è in grado di ricostruire il prima, il dopo e il non detto della narrazione. Partecipe di un gioco in cui “quando noi vediamo quei ritagli d’oggetti che i pittori figurano in sull’estremo de’ quadri, o fingendo che la vista del rimanente sia parata da altri oggetti, […] c’immaginiamo tutta la persona, similmente allora, purché conosciamo quei tali oggetti, sapendo com’è fatta […]quella parte che non vediamo, […] ci formiamo bene e convenientemente nella fantasia la figura intiera “(G. Leopardi, Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica), il lettore di Come quando eravamo piccoli sa perfettamente cosa si nasconde dietro i lunghi silenzi del protagonista o nel buio che così efficacemente rende l’idea di inesprimibile.

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\r\n\r\nPerla del racconto illustrato edita dalla BAO Publishing – che conferma il successo della propria linea editoriale e della ricerca di autori giovani, raffinati e contemporanei – Come quando eravamo piccoli di Paliaga e Carlomagno è una di quelle pubblicazioni da non perdere assolutamente, consigliata ai lettori per ritrovarsi in un canto ispirato che racconta la nostra generazione, travalicandone i confini grazie al suo respiro universale.

Come quando eravamo piccoli

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[table sort=”desc”]\r\nTitolo,Come quando eravamo piccoli\r\nEditore, BAO Publishing\r\nTesti, Jacopo Paliaga\r\nDisegni,French Carlomagno\r\nColori,French Carlomagno\r\nFormato,17 x 23 cm – C. – 124 pp – colore\r\nPrezzo,€ 16.00\r\nData di Uscita, maggio 2016\r\n[/table]

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