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Alessandro Casalis è un cantautore torinese: il suo primo disco, Avventure Umane Particolari, è uscito nel 2015, dopo una lunga attività sulla scena piemontese, svoltasi tra cover band, progetti originali e festival. Può essere ascoltato e scaricato gratuitamente.

Alessandro Casalis ha risposto per Borderline24 Bari ad alcune domande.

Perché consiglieresti l’ascolto di Avventure Umane Particolari?

Come prima cosa perché è un Album di canzoni inedite. Il consiglio vero è quello di ascoltare più musica possibile. Credo che oggi ci sia molta proposta e buona qualità nelle produzioni indipendenti. Per i curiosi e quelli “musicalmente affamati” come me sicuramente è un buon momento per ascoltare progetti interessanti e per conoscere artisti di alto livello, anche se sconosciuti ai più perché non transitano attraverso i canali mainstream che danno subito una visibilità immediata e su larga scala.

Due parole sulla scena musicale piemontese.

Vedo che è in continuo movimento e continua a generare band e artisti che stanno raccogliendo consensi. Penso a Celona, Levante (anche se Piemontese di adozione), Bianco oltre alle band che naturalmente hanno una storia importante alle spalle come The Bluebeaters, Africa Unite e Subsonica per citarne alcune. In contrapposizione all’idea presente nell’immaginario collettivo di poca apertura alle novità, quello che mi piace molto del contesto piemontese è il continuo allargarsi delle collaborazioni tra artisti e la nascita di progetti paralleli.

In Avventure Umane Particolari vi sono storie reali e stereotipate. C’è qualcosa che accomuna le prime o le seconde?

In entrambi i casi il punto di partenza è sempre la semplicità della storia in sé. Gli argomenti sono reali e attuali: un ragazzo che cerca l’”amore” su Internet attraverso un profilo non troppo sincero, l’eccesso di informazioni che quotidianamente ci arriva addosso, la fine di una storia d’amore, la paura del diverso, ecc. Quello che poi accomuna tutte (o quasi) le canzoni è il cercare di dare un punto di vista divertente e/o divertito sulle situazioni presentate senza prendersi troppo sul serio.

Nell’album ci sono pure diversi accenni al mondo virtuale.

L’argomento del “mondo virtuale” è ormai quasi inevitabile. È una dimensione che difficilmente possiamo evitare. Anche chi era partito da un rifiuto dei diversi social si è ritrovato ad essere comunque coinvolto in qualche modo, e quasi obbligato ad esserne parte per condividere e portare avanti le proprie attività nella vita quotidiana. Penso ad esempio a social network che permettono di fare colloqui per posizioni aperte nel mondo, senza la necessità di spostarsi fisicamente da un posto ad un altro. In più offrono la possibilità di arrivare, in maniera immediata, ad un numero potenzialmente infinito di interlocutori. Questo ha evidentemente vantaggi nella promozione delle proprietà attività indipendente, che siano in ambito musicale, lavorativo, raccolta di fondi per beneficenza, ecc. Credo che sia negativo il confondere il mondo virtuale con quello reale. Questo è ovvio. Meglio andare a vedere un concerto dal vivo che non su Internet. Anche qui vedo però dei paradossi, come chi è al concerto e mette tra sé e il palco il telefonino per filmare il concerto. Proprio partendo da questa immagine ho scritto I like you. Riassumendo direi che il mondo virtuale deve “aiutarti” a migliorare il mondo reale. Non il contrario.

Alessandro Casalis ha capito da che parte stare?

A tratti. Parto sempre in maniera molto razionale nell’affrontare le situazioni per poi lasciarmi positivamente travolgere e viverle molto di pancia. Direi che sono “razionalmente istintivo”. Ecco, questa è la parte dove sto oggi.


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