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Il pasticcio sulla concessione mancata dello stadio San Nicola, sull’atto di indirizzo e sull’ennesima proroga alla Fc Bari, ha portato oggi il centrodestra a chiedere le dimissioni dell’assessore allo Sport, Pietro Petruzzelli. “La kafkiana gestione di tutta la vicenda legata all’affidamento dello stadio San Nicola – spiega il consigliere comunale Fabio Romito –  ove mai ve ne fosse bisogno, è l’ulteriore dimostrazione della assoluta incapacità di amministrare e della conclamata superficialità che ormai questa giunta evidenzia da più di due anni. Questo pasticcio potrebbe costare ai cittadini baresi un mucchio di quattrini e ingenerare un graduale affievolimento di interesse per il nostro impianto comunale che già oggi preoccupa. Il nostro stadio – continua Romito – è una cattedrale nel deserto, versa in condizioni disastrose e meriterebbe investimenti idonei a rilanciarne l’immagine oltre che l’utilizzo”. Romito chiese già un anno fa chiarimenti all’assessore Petruzzelli.  “L’unico documento che è stato varato è una bozza di delibera assolutamente insufficiente – continua –  e che è stata bacchettata duramente persino dal Collegio dei Revisori. Si è pagato un consulente per redigere il piano economico industriale da allegare alla delibera, perché poi Petruzzelli ha deciso di farne a meno? Sembra di essere alla Corrida: dilettanti allo sbaraglio”.

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A Romito si aggiunge il consigliere comunale Irma Melini.  “L’assessore è  così impegnato ad occuparsi di maratone, che dimentica di rispondere alla Commissione Trasparenza e Controllo, che da due settimane attende una data per l’audizione utile a concludere l’approfondimento fatto sull’affidamento a terzi di tutte le strutture sportive del Comune – spiega Melini – il 30 giugno prossimo scade la proroga della convenzione fra Comune e Fc Bari e nessuna proposta di delibera pronta sul tavolo di giunta e Consiglio per il nuovo affidamento con gara. Faremo la proroga della proroga? Nelle more, la nota dei Revisori “fotografa” perfettamente l’incapacità di amministrare una città così grande e complessa: non solo abbiamo una consulenza per 5 mila euro che speriamo possa produrre qualcosa, entro i termini affidatigli,  ancora oggi nulla è dato sapere, ma abbiamo una proposta di delibera già morta sul nascere grazie al controllo dell’organo di revisione”.

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