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Chiunque abbia scelto un furetto come miglior amico, certo saprà bene che a volte possono verificarsi episodi di diarrea, vomito, stipsi o semplicemente ci accorgiamo che improvvisamente sembra non avere più tanto appetito, e non gradisce neanche il suo cibo preferito.\r\n\r\nCosa è successo? Dobbiamo preoccuparci e temere il peggio o si tratta di qualcosa da nulla?\r\n\r\nCome regola generale, è sempre buona norma non trascurare mai un sintomo di qualcosa che non ci convince, potrebbe trattarsi di un episodio sporadico, ma se il fenomeno dovesse ripetersi a maggior frequenza, ecco che una visita dal veterinario può dissipare ogni dubbio e concederci un sonno tranquillo.\r\n\r\nIl furetto è un animale abbastanza sensibile alle patologie gastro-intestinali, e la sua tendenza ad assaggiare tutto quello che trova per casa, certo non aiuta, ma a fronte di sintomi così aspecifici, cosa possiamo sospettare? Ecco solo alcune delle patologie più’ frequenti.\r\n\r\nIngestione di corpo estraneo\r\n\r\nMolto spesso i furetti possono mordicchiare quello che trovano (ciabatte in gomma, giocattoli) strappandone piccoli pezzi che poi vengono deglutiti. Nelle migliori delle ipotesi verranno eliminati con le feci, ma può capitare che si blocchino nell’intestino ostruendolo. In questi casi si verifica spesso la presenza associata di vomito e diarrea. Una lastra e un’ecografia possono svelare i segni di questa scomoda presenza, e dopodiché si procederà all’estrazione chirurgica in anestesia totale. Attenzione a spaghi, fili di tappeti molto lunghi ed elastici: questi costituiscono i cosiddetti “corpi estranei lineari” che disponendosi lungo l’intestino, ne permettono ancora la peristalsi, ma nel tentativo inutile di eliminarli, l’intestino si invagina su se stesso, così come un guanto quando viene sfilato, con gravi problemi risolvibili solo con la chirurgia.\r\n\r\nUlcere gastriche\r\n\r\nLe ulcere gastriche sono una grave evoluzione di una gastrite sottovalutata o mal curata, che può riconosce come cause un’alta azotemia nel sangue, l’assunzione indiscriminata di farmaci antinfiammatori senza uso di gastroprotettori, l’aumento della presenza di un batterio chiamato Helicobacter mustelae o una forma di linfoma. I sintomi includono: melena (diarrea con sangue digerito), perdita di peso, anoressia, vomito e talvolta bruxismo. L’ulcera gastrica, se sottovalutata, può portare a serie perforazioni dello stomaco con conseguente peritonite.\r\n\r\nUn esame del sangue può aiutarci ad evidenziare un’infiammazione cronica, mentre un eventuale endoscopia con biopsia gastrica ed esame istologico del tessuto della mucosa, ci consente di sancirne effettivamente la causa determinante.\r\n\r\nGastroenterite linfoplasmacitica\r\n\r\nSi tratta di un’infiammazione cronica che interessa stomaco, duodeno e digiuno.\r\n\r\nFattori predisponenti possono essere: ipersensibilità verso alcuni cibi, eccesso di carboidrati, infezioni virali, tossine e un aberrante risposta immunitaria. I sintomi non sono precoci, ma possono apparire quando la patologia è in fase avanzata. Debolezza muscolare per malassorbimento delle proteine, talvolta diarrea, nausea e vomito sono i sintomi più comuni.\r\n\r\nAnche in questo caso, un esame biochimico del sangue può indirizzarci verso una diagnosi più sicura, mentre un controllo annuale in furetti di età maggiore di 3 anni è una prevenzione raccomandabile. L’indagine diagnostica elettiva, risulta ancora una volta essere l’endoscopia correlata da biopsia. La diagnosi precoce e certa ci permette di indirizzarci verso una precoce terapia a base di particolari antibiotici, sucralfato e gastroprotettori.


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