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Il lungomare di Bari è uno dei punti di maggiore attrattiva turistica della nostra città. Eppure, più ci si avventura da piazza Diaz a Torre a mare più lo scenario che si presenta diventa di abbandono e di degrado.\r\n\r\nI rifiuti di piazza Diaz\r\n\r\nUna discarica di rifiuti copre i frangiflutti davanti a Piazza Diaz. Bottiglie di birra, cartacce, escrementi di animali, lasciati non solo vicino al mare, ma anche sui lampioni in bella vista. Un brutto biglietto da visita, che gli stessi cittadini hanno contribuito a creare, che rovina uno dei monumenti che più ci invidiano al di fuori dei confini cittadini\r\n\r\nPane e pomodoro\r\n\r\nSe poi ci si avventura più a sud sul lungomare Nazario Sauro e si raggiunge la spiaggia di Pane e Pomodoro, frequentatissima dai baresi, la situazione non cambia. Anche qui i rifiuti sono dappertutto: sia sulla spiaggia che nelle aree verdi. Non c’è pace nemmeno per le panchine e o le pensiline degli autobus, sfasciate e sporcate dai vandali durante la notte.\r\n\r\nProstituzione e degrado a San Giorgio\r\n\r\nUna sensazione di abbandono si avverte quando si prosegue sulla statale 16 per raggiungere San Giorgio e la vicina spiaggia di Torre Quetta. Cambia il nome del lungomare, che diventa via Alfredo Giovine, ma non cambia la sostanza.\r\n\r\nIl paesaggio cambia radicalmente e le villette lasciano spazio a casermoni abbandonati, che di notte diventano rifugio per vagabondi e tossicodipendenti.  Enormi distese di erbacce e sterpaglia, poi, vengono lasciate a crescere indisturbate nei campi che si estendono ai lati della strada per chilometri. Camminare sul marciapiede che costeggia il mare diventa sempre più complicato, con mattonelle sollevate e sgretolate dall’erba che cresce tutt’attorno.\r\n\r\nIn questa zona è fiorente anche il fenomeno della prostituzione. Dal pomeriggio, appena le temperature si fanno più miti donne di tutte le nazionalità si sistemano su delle sedie ai lati della strada e attendono che qualcuno si fermi, incuranti del passaggio dei bagnanti e dei bambini.\r\n\r\nTorre a mare, tra strade che crollano e vandalismo\r\n\r\nUltima tappa del nostro viaggio lungo il lungomare sud è Torre a Mare. Anche qui sono tanti i segni dell’incuria: impossibile non notare i tanti edifici abbandonati, dalla vernice ormai scrostata dal tempo e smontati pezzo pezzo, diventati ruderi silenziosi i cui ingressi sono coperti da assi di legno con chiodi sporgenti.\r\n\r\nNon mancano anche qui gli atti di vandalismo: incamminandosi sulla via a ridosso del mare capita di trovare cassonetti dell’immondizia bruciati e distrutti. Anche qui ai lati della strada sono tanti i rifiuti, lasciati in mezzo all’erba in grosse buste di plastica colorata.\r\n\r\nAd un certo punto la strada non è più accessibile alle auto e per continuare a godersi la vista del mare bisogna proseguire a piedi. Chi vuole però avventurarsi nell’area pedonale, che porta alle calette dove si riuniscono i bagnanti, deve fare attenzione. La zona è soggetta a cedimenti del manto stradale e sono ancora in corso i lavori per evitare – o almeno si spera – futuri crolli.


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