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BARI – Un nuova cittadella della tecnologia nascerà a Bari grazie al piano nazionale “Scuola Digitale”. E sorgerà proprio all’interno di un plesso chiuso a causa delle poche iscrizioni e dei continui atti di vandalismo: l’ex succursale del Santarella a Japigia. È stato finanziato il progetto “MecDigito”, presentato dall’istituto Panetti-Pitagora, che coinvolgerà diversi soggetti attivi nel campo della formazione, della ricerca e dell’imprenditoria tecnologica che daranno vita ad una “cittadella della tecnologia avanzata” che sfrutterà la posizione strategica dell’istituto superiore Santarella tra il dipartimento di Meccanica del Politecnico di Bari, l’ordine degli architetti e degli ingegneri e l’istituto Cuccovillo.

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“La Puglia non è solo turismo e agroalimentare, ma anche eccellenza nel campo delle tecnologie avanzate – spiega la preside del Panetti Eleonora Matteo – che creano pil e hanno già basi consolidate nel territorio”. Con la partnership delle aziende locali all’avanguardia nel campo della meccatronica, della domotica, del disegno industriale e dell’artigianato digitale e con il contributo del Politecnico di Bari, il laboratorio integrato “MecDigito” avrà lo scopo di rafforzare le conoscenze tecnico scientifiche degli studenti baresi e aiutare, grazie ad una formazione qualificata, gli adulti esclusi dal mondo del lavoro. Tra i soggetti integrati nella rete oltre al Panetti/Pitagora ci sono l’Istituto Marconi, il liceo artistico De Nittis/Pascali e l’Istituto Santarella di Bari, il Galileo/Ferraris di Molfetta, le scuole medie Tommaso Fiore e Giovanni Verga, il Comune di Bari e la Città Metropolitana, il Politecnico e il Consiglio nazionale delle ricerche oltre a Confindustria Bari, il distretto produttivo della Meccanica pugliese e numerose aziende tecnologiche dell’interland cittadino.

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Insieme al laboratorio MecDigito del Panetti-Pitagora, altre tre scuole pugliesi si sono aggiudicate i finanziamenti del ministero dell’Istruzione: l’Archimede di Taranto, il Riccardo Lotti/Umberto I di Andria e l’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore Otranto che riceveranno in totale due milioni e mezzo di euro.

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Cinquecento sono state le candidature in tutta Italia, 58 i progetti finanziati e le quattro scuole pugliesi sono arrivate prime al Sud.  “Una bella soddisfazione, ma non dobbiamo accontentarci: dobbiamo rilanciare, anzi, proprio grazie a questi progetti”, dichiara Anna Cammalleri, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale per la Puglia.

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Da una scuola che richiede risorse alle istituzioni a una rete integrata e produttiva, in grado di dare un contributo materiale all’economia regionale e nazionale: ecco come si trasforma la formazione tecnica in Puglia dopo la legge 107 (la cosiddetta Buona Scuola). “Il Sud ha avuto tanti finanziamenti e tante occasioni perdute. Senza alcuna presunzione, dobbiamo lavorare per evitare nuove cattedrali nel deserto. Dobbiamo lavorare perché effettivamente le opportunità diventino tali per tutto il territorio della nostra regione”, conclude il preside dell’istituto di Otranto, Luigi Marzano.


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