BARI – Ci sarebbe stato uno scambio di treni alla stazione di Andria, a raccontarlo sono alcuni parenti delle vittime dell’incidente ferroviario che, al Policlinico, attendono che vengano effettuate le autopsie. I passeggeri del convoglio partito da Andria sarebbero stati fatti scendere dal primo treno, fermo sul binario 1, per salire su un secondo mezzo, fermo sul binario 2 e che sarebbe quindi partito in ritardo.\r\n\r\nLa versione dei parenti\r\n\r\nA riferirlo sono la moglie e figlia di Enrico Castellano, una delle 23 vittime, riportando la voce di alcuni dei sopravvissuti. La voce sarebbe stata confermata da altri parenti delle vittime, che hanno parlato con i sopravvissuti ma che al momento chiedono l’anonimato. Uno di loro ha però telefonato a una superstite, che gli avrebbe confermato di essere scesa e salita su un altro treno.\r\nSecondo i parenti la causa dell’incidente potrebbe risiedere proprio nel cambio treno. “La comunicazione tra i capistazione per il via libera – ipotizzano – si sarebbe basata sul primo treno e sull’orario di partenza di questo, che però non è più partito. E non sul secondo convoglio che invece è partito in ritardo rispetto al primo”.\r\n\r\nLo scenario ipotizzato dalla Procura\r\n\r\nAnche su questo aspetto sta svolgendo accertamenti la Procura di Trani, anche se gli inquirenti ritengono che a causare l’errore umano potrebbe essere stato il passaggio di un treno aggiuntivo dalla stazione di Corato. In sostanza, martedì mattina il treno che proveniva da Bari era in ritardo di una decina di minuti. Giunto a Corato era ripartito ma dimenticando di far scendere una ragazza disabile. A quel punto il convoglio è tornato indietro, nel frattempo, però, il treno aggiuntivo che era fermo a Corato è partito e negli orari si è in pratica sovrapposto al mezzo “normale”. Quando ad Andria passa il mezzo aggiuntivo, forse il capostazione pensa che si tratta del treno “ordinario” e, quindi, ritiene liberi i binari. Così, esce sulla banchina, alza la paletta verde e fischia per dare l’ok. Il convoglio parte, ma contemporaneamente era stato concesso il via libera anche a Corato al macchinista del secondo treno, quello che si era attardato. Nemmeno a Corato si accorgono di quanto sta accadendo, insomma, un “cortocircuito” nelle comunicazioni tra le due stazioni e delle tragiche e sfortunate coincidenze potrebbero essere alla base della tragedia.

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