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E’ durata poco più di un’ora la visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Bari, il Capo dello Stato ha incontrato i parenti delle vittime del disastro ferroviario avvenuto martedì scorso tra Corato e Andria, tre sopravvissuti alla tragedia, i sindaci e i medici del Policlinico e alcuni consiglieri regionali.\r\n\r\nE’ arrivato in città intorno alle 16 e, accompagnato dal sindaco Antonio Decaro, è entrato nel’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari dove ci sono i parenti delle 23 vittime dell’incidente ferroviario. Oltre ai familiari delle persone decedute, Mattarella ha incontrato i sindaci di Corato e Andria e il presidente della Regione Michele Emiliano. Dopo la visita ai familiari, il Capo dello Stato ha raggiunto il padiglione di Asclepios del Policlinico per abbracciare tre feriti: Aureliana Colella, Amalia Ricciardi  Nicola Lorizzo. La sua visita è durata in tutto 7 minuti, poi è risalito in auto per raggiungere l’aeroporto e tornare a Roma.\r\n\r\n\r\n\r\n”Ha abbracciato i parenti delle vittime – racconta Decaro al termine della visita – abbiamo preso un impegno davanti a lui che è quello di dedicare alcuni pezzi di quella linea ferroviaria a chi non ce l’ha fatta. Il presidente ha interloquito con tutti i familiari in maniera privata”\r\n\r\n”Ci siamo riuniti attorno al presidente – dice il consigliere regionale Ruggiero Mennea – è stato un momento emozionante. Il capo dello Stato ha ascoltato le tante storie di chi era lì, mostrando la sua parte più umana. I famigliari gli hanno chiesto giustizia”.\r\n\r\nLe reazioni dei familiari delle vittime all’arrivo di Mattarella\r\n\r\nTra i familiari delle vittime c’è tanta ira. “La visita del presidente della Repubblica – dice Giuseppe Castellano, figlio di Enrico – è stata un atto dovuto, mentre quella del ministro Delrio è stata una visita di circostanza, quella del premier Renzi fuori luogo e molto spiacevole”. Parole che nascondono a fatica il rancore che cova tra chi ha perso un proprio caro. “Mattarella – continua Giuseppe – ha compreso il dolore. Ci ha garantito che sarà fatta giustizia, se non la facessero sarebbero dei delinquenti. Lui ha sicuramente il potere di farlo e ci ha promesso che lo farà”. Dall’altra figlia di Enrico, Daniela Castellano, arriva invece un appello ai parenti delle vittime e ai feriti affinché si crei un comitato: “Uniamoci – dice – perché insieme avremo la forza di trovare la verità, i nomi dei colpevoli”, evitando uno “scaricabarile sul capostazione che stava facendo il suo lavoro”. “A strapparci nostro padre – urla – è stato un destino crudele ma voluto da persone crudeli”. Enrico aveva anche un’altra figlia, Marcella Castellano, che ricorda il triste momento del riconoscimento: “Mi sono fatta forza e sono andata a vedere la salma: quando ho visto il suo viso, che era tumefatto, l’ho baciato e accarezzato. Può sembrare assurdo ma sono stata felice di vederlo”. C’è tanta sete di giustizia, reclamano verità\r\n\r\n

\r\n\r\nLa rabbia dei parenti in mattinata: “Sono degli assassini”\r\n\r\nIn mattinata, all’esterno dell’istituto di Medicina patologica, oggi 14 luglio, si sono registrati anche momenti di tensione tra i parenti delle vittime. “Assassini – ha urlato una donna in lacrime – siete degli assassini, i nostri cari non torneranno mai più”.\r\n\r\nLutto cittadino ad Andria e Corato e funerali sabato alle 11 ad Andria\r\n\r\nAd Andria e Corato sono stati proclamati tre giorni di lutto cittadino. Sabato alle 11 si terranno i funerali nel palazzetto di Andria.\r\n\r\nLe autopsie\r\n\r\nCominceranno domani 15 luglio nell’istituto di Medicina legale del Policlinico, le autopsie sui due macchinisti e il capotreno morti nell’incidente ferroviario avvenuto martedì mattina sulla linea Corato-Andria. Sulle altre 20 salme invece è stata effettuata solamente una Tac. Le autopsie servono per escludere che i macchinisti possano avere avuto un malore improvviso prima dello scontro.\r\n\r\nLo conferma il direttore di Medicina legale del Policlinico Francecso Introna.  “Le autopsie – dichiara – saranno effettuate solo sul personale delle ferrovie: secondo quanto riterrà opportuno il magistrato”. “Sul personale viaggiante, nella fattispecie sui macchinisti – ha aggiunto – abbiamo bisogno di fare esami tossicologici e istologici, per accertare quali fossero le condizioni fisiche”. “Le salme non sono sicuramente ben messe: si tratta di un must disaster – conclude Introna – ma questo particolare non creera’ intoppi”.\r\n\r\n \r\n\r\nI primi 2 avvisi di garanzia\r\n\r\nDue avvisi di garanzia, oggi 14 luglio, sono stati notificati dalla Procura di Trani ai capistazione di Andria e Corato, Vito Piccarreta e Alessio Porcelli, i due soli indagati per ora nell’indagine per disastro ferroviario colposo ed omicidio colposo plurimo seguita allo scontro tra treni sulla tratta Corato-Andria. Con l’atto i due ferrovieri vengono avvisati che hanno facoltà di nominare consulenti in vista dell’autopsia che si terra’ domattina, 15 luglio, nel policlinico di Bari sui corpi dei due macchinisti e del capotreno morti. Sui macchinisti saranno compiuti anche accertamenti tossicologici e istologici per accertare l’eventuale assunzione di sostanze non consentite dalla legge e l’eventuale insorgere di patologie cardiache o coronariche che potrebbero in qualche modo aver contribuito all’evento.\r\n\r\nNell’atto viene contestato ai due indagati di “aver cagionato l’incidente ferroviario” che ha coinvolto due treni provenenti da Andria e Corato, che “ha provocato il decesso di 23 persone e il conseguente ferimento di altri 50 passeggeri”. L’atto è stato predisposto dal pm di Trani Simona Merra, uno dei cinque magistrati che indagano sulla sciagura ferroviaria\r\n\r\nL’inchiesta e la ricostruzione\r\n\r\nIl treno fermo alla stazione di Andria non doveva partire. E’ il primo punto accertato dalla Procura di Trani nell’indagine affidata ad un pool di magistrati composto dai pm Antonio Savasta, Simona Merra, Marcello Catalano e Michele Ruggiero e coordinati dal procuratore Francesco Giannella. Intanto, i due capistazione in servizio la tragica mattina del 12 luglio ad Andria e Corato sono stati sospesi in maniera cautelativa dalla società di trasporto, in attesa che si faccia chiarezza. Gli investigatori, però di un dato sembrano certi: il segnale di partenza dalla stazione di Andria non doveva essere dato. Cosa è successo?\r\n\r\nLa linea della magistratura inquirente è chiara e ipotizza tre livelli d’indagine: da un lato si procederà a individuare le singole responsabilità nella catena di controllo che ha autorizzato il treno a lasciare la stazione di Andria, dall’altro si prenderanno in considerazione la sicurezza dei controlli da parte degli enti e la questione del raddoppio della linea, la sua messa in sicurezza e l’utilizzo dei fondi per arrivare all’individuazione di altri soggetti che potrebbero avere ruoli tutt’altro che marginali.\r\n\r\nVerranno ascoltate le conversazioni telefoniche tra le due stazioni, trascritte in un fonogramma. Un altro elemento è stato verificato sino ad ora: alla stazione di Corato erano fermi due treni, entrambi diretti verso nord. Uno dei due viaggiava in ritardo: potrebbe essere stata questa la circostanza che avrebbe indotto il capostazione di Andria a dare il via libera al convoglio.\r\n\r\nAccertamenti penali anche sull’Ufficio trasporti a impianti fissi di Bari\r\n\r\nL’inchiesta penale non si fermerà solamente all’accertamento dell’errore umano, il pool composto da 5 pm vuole andare infondo a questa vicend. Oggi 14 luglio sono stati avviati una serie di accertamenti per individuare eventuali responsabilità anche all’interno dell’Ufficio trasporti a impianti fissi (Ustif) di Bari, un organo periferico del ministero delle Infrastrutture e Trasporti. L’Ustif e’ un ufficio che ha la competenza sui trasporti pubblici che si avvalgono di impianti fissi: tra gli altri, funivie, teleferiche, tranvie metropolitane e, anche, le ferrovie in concessione, come le Ferrovie del nord barese. La struttura si occupa dei collaudi per la messa in esercizio, delle autorizzazioni e dei controlli periodici sulla linea. Gli inquirenti e gli investigatori vogliono dunque accertare se sono stati seguiti tutti i regolamenti, se sono state rispettate le norme.\r\n\r\nIl procuratore Giannella: “Riduttivo parlare di errore umano”\r\n\r\n”Parlare di un errore umano è corretto. Ma è assolutamente riduttivo”. Lo ha detto oggi, 14 luglio, il procuratore Giannella, facendo un punto sulle indagini. Giannella non ha voluto confermare il numero degli indagati – secondo alcune fonti giudiziarie sarebbero soltanto due i nomi iscritti nel registro, i due capostazione di Andria e Corato, ma non ci sono conferme ufficiali – ma ha chiarito che gli investigatori hanno ormai piuttosto chiara la dinamica di quel che è accaduto. “La dinamica in linea di massima è stata ricostruita ma dobbiamo avere certezze”. “Tutti vogliono i veri colpevoli e la richiesta di giustizia dei familiari delle vittime è legittima”, ha sottolineato il procuratore Giannella “i magistrati faranno in modo che tutti coloro che hanno avuto un ruolo in questa vicenda, se lo hanno avuto, siano perseguiti dalla giustizia”.\r\n\r\nIl bilancio delle persone decedute e dei feriti e il bollettino della Regione Puglia\r\n\r\nIl bilancio ufficiale della tragedia ferroviaria avvenuta il 12 luglio sulla linea ferroviaria Corato-Andria è di 23 morti, tutti identificati.\r\n\r\nLa Regione ha comunicato che i ricoverati, oggi 14 luglio, diminuiscono: “da 23 si passa a 21 con una dimissione ad Andria e una a Molfetta. La sintesi attuale dunque dei ricoveri è la seguente: 8 ad Andria, 4 a Barletta, 1 a Bisceglie, 2 a Terlizzi, 4 al Policlinico e 1 al San Paolo. Rimangono 8 persone in prognosi riservata: 4 ad Andria, 3 al Policlinico, 1 al San Paolo. Tutti i feriti sono stazionari, solo qualcuno è in miglioramento”.\r\n\r\nL’ultimo cadavere trovato tra le lamiere è quello del secondo macchinista, Luciano Caterino, di 37 anni di Corato. Trovata anche la scatola nera che farà luce su quanto accaduto.\r\n\r\n \r\n\r\n 


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