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“A partire da oggi, dopo i funerali solenni delle vittime del disastro ferroviario ad Andria, la politica ha il dovere di interrogarsi e di assumersi tutte le responsabilità del caso; le responsabilità morali sono tutte nostre.\r\n\r\nPer quale motivo su 6 mila chilometri di binario unico gestiti dai concessionari regionali non è utilizzato il sistema di controllo marcia-treno (SCMT) e ci si affida ancora al controllo telefonico come ultimo filtro per autorizzare il passaggio di un treno, esattamente come 50 anni fa? Temo abbia prevalso la logica del profitto e non quella del servizio e della sicurezza.\r\n\r\nHo scoperto anch’io a seguito di questa tragedia che in questi tratti esiste solo il sistema del ‘consenso telefonico’ che sarà pure legittimo ma non è assolutamente giustificabile. Per quale motivo le regioni interessate non sono mai intervenute? I costi per installare il SCMT non sono elevati ma non è stato introdotto su tutta la rete perché questo limiterebbe il flusso di treni, diminuendo il fatturato. Non si può essere tuttologi ma mi aspetto da chi ha responsabilità dirette una spiegazione chiara.\r\n\r\nGoverno e Regioni avviino un dibattito serio perché dopo la tragedia ferroviaria accaduta in Puglia dobbiamo fare in modo che quelle drammatiche morti non siano inutili e, nel breve, l’unico modo è assicurare l’obbligo del sistema di controllo marcia-treno (SCMT) a quei 6 mila km di binario unico che ne sono ancora privi, esattamente come accade ai tratti a binario unico gestiti da RFI”.


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