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Un conto da cinque milioni di euro per canoni di locazione non pagati negli ultimi sedici anni. La bolletta salata è arrivata in questi giorni all’Accademia delle Belle arti e a presentarla è stata la Città metropolitana.  Secondo l’ex Provincia, che fino al 2000 gestiva l’Accademia, pagando lo stesso il canone, ora il fitto deve sborsarlo il ministero dell’Istruzione. Il quale però replica dicendo che le Accademie sono ancora alle dipendenze delle ex Province.\r\n\r\nUn inghippo che però potrebbe mandare sul lastrico l’Accademia di Bari.\r\n\r\n“Quella norma che sanciva il passaggio dalle Province al Miur  – spiega Alfonso Pisicchio, presidente della VI Commissione Cultura e consigliere regionale della Puglia con Emiliano – indicava però dei regolamenti attuativi che avrebbero fatto chiarezza su questa riforma, ma che ancora oggi non sono mai arrivati. Alla luce di questo pagamento, che affosserebbe i conti dell’Accademia delle Belle Arti di Bari, non può sussistere tecnicamente un conflitto tra organi pubblici che hanno lo stesso interesse: mantenere in piedi un presidio così importante per la formazione e la crescita professionale di circa 800 studenti. L’Accademia non può soccombere per mere questioni burocratiche e per una questione di soldi che prima la Provincia e poi la nuova Città Metropolitana hanno comunque previsto nel corso di questi anni nei propri bilanci”. L’appello al sindaco Decaro.  “Sono convinto – conclude Pisicchio – che il sindaco metropolitano Antonio Decaro saprà trovare una soluzione. Ma sono convinto che occorra anche un tavolo interistituzionale che coinvolga la Regione Puglia e tutti i soggetti interessati alla salvaguardia di questo patrimonio tutto pugliese”.\r\n\r\n \r\n\r\n 


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