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Dalla Guerra alla Luna – Live @ Diavolo Rosso è il nuovo EP di Daniele Celona, cantautore torinese dalle origini sarde e siciliane. Un concerto vibrante, che lascia trasparire le circostanze particolari che lo hanno caratterizzato, e nel quale emergono la grinta come la propensione alla riflessione della musica del cantautore. Il titolo del disco è un chiaro riferimento a Jules Verne, per rendere “l’idea del lungo viaggio, fatto di chilometri”.

Dalla Guerra alla Luna – Live @ Diavolo Rosso vede Daniele Celona alla voce e chitarra, Marco Di Brino al basso, Davide Invena alla chitarra e voce, Mario Rossi alla batteria, Anthony Sasso alla chitarra, synth e voce, Bea Zanin al violoncello. Il live, collocato nell’ambito della rassegna Indi(e)avolato, si è svolto nel Diavolo Rosso, roccaforte musicale astigiana che ha chiuso a maggio di quest’anno.

Questo disco live nasce per un’occasione particolarissima. Cosa si può raccontare a chi non c’era lo scorso 15 Aprile?

L’occasione è stata singolare per due ragioni. La fine del mio Atlantide Tour e l’imminente chiusura del Diavolo Rosso. La concomitanza di queste due circostanze ha caricato la data finale di significati particolari, e ci ha spinto a cercare di rendere al meglio una festa di fine tournée che inizialmente non contemplava né una registrazione audio, né una band allargata. Effettivamente, un regalo a chi ci aveva seguito in questo anno e mezzo di concerti era in programma, ma l’idea si è poi evoluta e abbiamo finito per collettare EP live, un videoclip a testimonianza della giornata e due bonus tracks per l’attuale versione digitale di Dalla Guerra alla Luna.

Condivido l’amore per Jules Verne. Quali sono i suoi libri che hanno maggiormente ispirato Daniele Celona?

Non parlerei tanto di ispirazione, quanto di affetto e di ricordo nostalgico per le letture fatte da ragazzino, tra le pagine di quei “viaggi straordinari”. Oltre l’implicito Dalla Terra alla Luna, citerei naturalmente almeno L’isola misteriosa, Ventimila leghe sotto i mari, Viaggio al centro della Terra e Il giro del mondo in 80 giorni. In età adulta i miei favori sono andati verso letture più scure (anche se Verne stesso ha avuto una produzione finale decisamente improntata al pessimismo), Bierce e Poe su tutti.

Questi ultimi anni hanno visto più volte la strada di Daniele Celona incrociarsi con quella di Levante.

Si sono incrociate le nostre vite, al cospetto di quella piazza Vittorio che entrambi amiamo. Per un po’ siamo stati davvero come fratello e sorella, prima ancora che uscissero i nostri dischi. Abbiamo condiviso aspirazioni, provini e moltissimi palchi. Ci siamo anche scornati senza riserve, come spesso accade alle persone che si vogliono bene. Alla fine si riassume semplicemente così, nell’affetto e nella stima di due cantautori torinesi con origini decisamente più a sud.

Cosa significa fare musica per Celona?

Ogni tanto me lo chiedo anche io. So che da bambino era una costrizione. Quella di un giovane pianista e dei suoi esercizi. Per fortuna l’amore verso Bach e Chopin è rimasto intatto. Poi la scoperta della composizione, del jazz e della musica leggera fino all’ incontro-scontro con la discografia a cui non andava bene uno che scrivesse in maniera così diversa, dall’elettronica al chitarra e voce. Quindi la nausea, l’isolamento e il “fanculo tutti”. So perché ho ripreso dopo anni, perché a un certo punto mi mancava troppo. Da Aprile 2012 ho vissuto davvero poche pause. Ho ripreso a suonare dal vivo e ho fatto uscire due dischi, partecipando a quelli di altri autori. Mi sono fatto un regalo. È stata più che altro una dichiarazione di esistenza, con un corollario fatto di palchi e di canzoni che passano dalla dimensione della cameretta a quella dell’ascolto e dell’interpretazione di terzi. Voglio poter mantenere questo spirito fanciullesco, con la giusta dose di incoscienza. Questa rimane la priorità del mio far musica oggi, ancor più del riconoscimento del valore di quanto scrivo e di seguito sbraito su un palco.

C’è già qualcosa in programma, dopo l’estate?

L’estate, a dispetto di quanto ci eravamo ripromessi, sarà abbastanza impegnativa, con un bel giro nel Centro e nel Sud Italia. Questo sottrarrà del tempo al tentativo di comporre brani a sufficienza per il terzo disco. Da Settembre la sfida principale sarà decisamente questa. Al momento ho solo molti frammenti e sto ancora decidendo che “vestito”, o meglio che sonorità dare alla nuova uscita.  Mi piacerebbe poi riprendere con le produzioni di altri artisti, attività che ho interrotto per gli impegni richiesti dal mio progetto.


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