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Tavole imbandite, addobbi, ricami e gentleman di bianco vestiti sono stati gli ingredienti della quarta edizione di Bari Bianca. Lo scenario, come detto dallo stesso sindaco di Bari Antonio Decaro, era molto suggestivo, all’ombra del monumentale ingresso della Fiera del Levante sapientemente illuminato dagli organizzatori, alcune centinaia di persone si sono riunite per trascorrere una piacevole serata tra musica, convivialità, solidarietà e un pizzico di commozione per le 23 vittime della tragedia ferroviaria.

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La prima impressione che abbiamo avuto è che non ci fosse la massiccia affluenza che ci si aspettava e questo lo ha confermato anche lo stesso Vanni Marzulli, il quale ai nostri microfoni ha commentato il presunto “flop” dichiarando: “Avevamo 8.800 iscrizioni alle quali c’era da aggiungere un 30% di persone che normalmente arriva alla cena in maniera autonoma, ci aspettavamo circa diecimila presenze, ma un po’ per le vacanze, un po’ per la paura degli eventi che in questo momento stanno accadendo in giro per il mondo e un po’ per il lutto riguardante il disastro di ferroviario di Andria, abbiamo avuto molte defezioni”. Lutto che è stato ricordato con un minuto di silenzio annunciato sul palco, dalla vera e propria promotrice dell’evento Rosa Armenise Lobuono, culminato con il lancio di oltre duemila palloncini bianchi che hanno lasciato tutti i presenti con lo sguardo rivolto verso il cielo per alcuni minuti.

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Alla stessa Armenise, abbiamo chiesto la sua opinione su quanti sostenessero che un evento del genere andasse annullato per rispetto delle vittime del tragico incidente che ha visto la scomparsa di 23 cittadini pugliesi e non solo. Queste le sue parole ai nostri microfoni: ”Ho parlato personalmente con la famiglia del signor Enrico Castellano, una delle vittime dell’incidente ferroviario, loro sono sempre venuti da noi e sono stati i primi a chiedermi di svolgere regolarmente la nostra manifestazione, perché la vita continua. A noi, ha fatto piacere ricordare Enrico e tutte le vittime di Andria in questa maniera”.

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Sfatato il falso mito che vede solo “l’elite” del tessuto sociale o più comunemente conosciuto come #labaribene tra i partecipanti all’evento, passeggiando tra i tavoli abbiamo respirato un’atmosfera davvero gioiosa e a tratti goliardica. Una stratificazione di stati sociali tutti uniti con l’unico scopo di passare una serata diversa, una serata dove si è tutti uguali per un giorno. Tra caroselli e scambi di vivande tra i commensali, è proseguito senza nessun intoppo uno degli eventi più glamour della città di Bari e mentre a sinistra del palco era presente lo stand dell’Ant, alla sua destra, una band intratteneva i partecipanti con musica dal vivo dal gusto un po’ retrò.

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Sulle propaggini dell’area transennata e lasciatecelo dire, blindata per l’evento, c’era l’altra faccia di Bari, gente comune che guardava incuriosita quegli “strani” soggetti di bianco vestiti e consumava la più classica delle “pizze al cofano” sorseggiando una democratica e più popolare birra ghiacciata. Chissà se l’anno prossimo anche loro si vestiranno di bianco, ma alla fine lo sappiamo benissimo, che non è mai l’abito che fa il monaco.

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