Lavoro usurante e non semplicemente pesante. A chiedere che venga utilizzato il giusto termine quando si parla del lavoro dei docenti dell’infanzia ultrasessantenni è il sindacato Uil scuola Puglia. E lo fa in un momento molto importante, ovvero nei giorni in cui è in discussione la riforma sulle pensioni, di cui il sindacato vorrebbe modificare il testo.\r\n\r\nGianni Verga (Uil Puglia): “Il lavoro dei docenti è usurante, non pesante”\r\n\r\n”Il lavoro dei docenti di scuola dell’infanzia – spiega il segretario generale di Uil scuola Puglia Gianni Verga – è usurante e con docenti ultrasessantenni soggetti alle nuove regole per il pensionamento la scuola dell’infanzia non è efficiente. La Riforma delle pensioni di cui si discute in queste ore qualifica il lavoro degli insegnanti di scuola dell’infanzia ‘solo’ come pesante e prevede l’anticipo della pensione di circa 3 anni con penalizzazione della misura della pensione. Non sono precisamente queste, anche se rappresentano un piccolo passo in avanti, le cose che avevamo chiesto con molta chiarezza”.\r\n\r\nNel formulare le sue richieste il sindacato si rivolge direttamente alla Regione Puglia e, più precisamente, al presidente della sesta commissione consiliare della Regione Puglia, Alfonso Pisicchio, che negli scorsi giorni giorni ha avuto già un incontro con i rappresentanti della sigla sindacale. Tra le proposte della Uil scuola Puglia c’è anche il progetto “Diritti a scuola”, che i propone di potenziare l’organico nelle scuole dell’infanzia.  “Così – prosegue Verga – la nostra regione vanterebbe un risultato di tutto rispetto al resto del Paese e alle dimenticanze della legge di riforma della scuola”.\r\n\r\nLa spesa pubblica dell’istruzione diminuisce del 14% dal 2008 al 2013\r\n\r\nA far luce sui pochi finanziamenti per l’istruzione in Italia sono i dati del rapporto Ocse, diffusi venerdì 16 settembre, che registrano una diminuzione (-14%) della spesa pubblica nel settore dal 2008 al 2013; un impoverimento che ha avuto un effetto devastante sui portafogli delle famiglie, che si ritrovano a pagare il 21% di spesa in più per supportare l’istruzione dei figli.\r\n\r\n”I dati mostrano – conclude il sindacalista – che il corpo docente è quello più vecchio dell’area e conta il numero minore di uomini; i salari dei docenti sono diminuiti in termini reali del 7% ed equivalgono al 76 – 93% dei salari medi dell’Ocse. Finalmente si prende atto che la corsa ad un posto da insegnante in Italia è legata spesso alla mancanza di un altro lavoro sicuro”.

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