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Una troupe di Mediaset, con operatore e la giornalista Giancarla Rondinelli, è stata ieri minacciata e aggredita da un ospite straniero di Villa Roth. “Insulti, offese e due bottiglie d’acqua sono state lanciate verso di noi – racconta l’inviata di Quinta Colonna – da un nord-africano. Siamo stati costretti a chiamare i carabinieri e anche una seconda pattuglia per placare l’immotivata ira di questo energumeno”.\r\n\r\n”Il quadro che emerge – spiega la Rondinelli – è di una complessa e problematica coesistenza tra italiani e stranieri che occupano il plesso, oltre a condizioni igieniche davvero precarie”.  La giornalista ha chiesto un commento sul caso al sindaco Decaro, non ricevendo alcuna dichiarazione. Le immagini dell’aggressione, nella quale è stata coinvolta anche una dirigente di Noi con Salvini, saranno mandate in onda nella prossima puntata della trasmissione di Paolo Del Debbio su ReteQuattro.\r\n\r\nL’assessore Bottalico: “La violenza non è mai giustificabile, i migranti sono bombardati dai giornalisti con visite che intaccano la loro privacy” \r\n\r\nBorderline24 ha intervistato sull’argomento l’assessore ai servizi sociali Francesca Bottalico, in prima linea in città per i temi dell’integrazione e dell’emergenza abitativa: “La violenza non è mai giustificabile e mi dispiace per i giornalisti che sono stati coinvolti nella vicenda: la libertà di cronaca è una delle prime libertà in democrazia”. Sulla reazione violenta di un ospite straniero la Bottalico ha precisato: “La reazione? Posso ipotizzare che sia dovuta al fatto che i migranti sono bombardati dai giornalisti con visite che intaccano e invadono la loro privacy”.\r\n\r\nLa protesta di Noi con Salvini: “Solidarietà alla giornalista e alla nostra dirigente”\r\n

Rossano Sasso, coordinatore Regionale di Noi con Salvini Puglia esprime “solidarietà massima alla nostra dirigente Tateo ed alla giornalista Rondinelli, evidenziando con rammarico come quanto accaduto sia l’emblema della nostra cittá, in cui è concesso vitto e alloggio agli immigrati mentre i senzatetto baresi sono costretti a vivere sotto i ponti. E se qualcuno si permette poi di voler capirne di più su Villa Roth, se una giornalista vuole fare semplicemente il suo mestiere, si viene minacciati e si rischia di subire violenza da questi gentiluomini che dicono di fuggire dalla guerra e che sono stati fermati grazie all’intervento dei carabinieri. Ci batteremo sempre affinchè alloggi ed immobili pubblici vengano affidati prima agli Italiani, e chiederemo di conoscere l’esatto status giuridico degli ospiti di Villa Roth”.

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