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La Cassazione ha confermato la sentenza di condanna nei confronti degli assassini di Giuseppe Mizzi, l’operaio ucciso per errore a Carbonara il 16 marzo 2011. Per il delitto è quindi diventata definitiva la condanna per i due esecutori materiali, a 20 anni di reclusione per Emanuele Fiorentino e a 13 anni e 4 mesi per Edoardo Bove, con il riconoscimento dell’aggravante dell’articolo 7, aver cioè agito con metodo mafioso e per favorire un’associazione criminale.\r\n\r\nNei confronti del presunto mandante del delitto, il boss del clan Di Cosola Antonio Battista, si è concluso nelle scorse settimane il processo di primo grado con condanna all’ergastolo. In entrambi i processi la famiglia della vittima si è costituita parte civile, rappresentata dall’avvocato Egidio Sarno.\r\n\r\n”Abbiamo lottato tanto perché fosse riconosciuta la verità e finalmente nessuno potrà più dire che il nostro Pino non sia stato una vittima innocente di mafia” è il commento di Angelo Mizzi, fratello di Giuseppe. “Ora ci sentiamo solo di ringraziare tutti quelli che ci sono stati vicini in questi difficili cinque anni, consapevoli – continua il fratello Angelo – che chiuso un capitolo adesso se ne apre un altro, perché il nostro compito è di mantenere viva la memoria, di fare qualcosa per gli altri, per salvare ragazzi dalla strada, per fare anche noi la nostra parte perché non ci siano altre vittime innocenti di mafia”.


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