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“Il suo sguardo era acuto e penetrante; e il naso sottile aquilino conferiva alla sua espressione un’aria vigile e decisa. Il mento era prominente e squadrato, tipico dell’uomo d’azione. Le mani, invariabilmente macchiate d’inchiostro e di scoloriture provocate dagli acidi, possedevano un tocco straordinariamente delicato, come ebbi spesso occasione di notare quando lo osservavo maneggiare i fragili strumenti della sua filosofia”. (Arthur Conan Doyle, Uno studio in rosso 1887)

Uno studio in rosso, dettaglio
Uno studio in rosso, dettaglio

Uno studio in rosso è uno dei quattro romanzi a fumetti editi dalla Star Comics per la collana I maestri dell’avventura, presentata da Roberto Recchioni. Disegnato da Federico Rossi Edrighi, è l’adattamento – curato da Giulio Antonio Gualtieri – dell’omonimo romanzo di sir Arthur Conan Doyle del 1887, con cui l’autore apre il ciclo narrativo di Sherlock Holmes, personaggio-simbolo del genere giallo.

Dal romanzo alla graphic novel

I maestri dell’avventura nasce sulla scia de I maestri dell’orrore – collana edita nel 2015 dedicata alla letteratura horror con cui condivide il merito di riportare l’attenzione sui classici della letteratura di genere nella loro versione originale. Uno studio in rosso è, infatti, il trasferimento letterale del testo di Conan Doyle nel linguaggio del fumetto, una puntualizzazione filologica e colta nel mare pop in cui il personaggio di Holmes naviga da qualche anno a questa parte. Onde evitare che – nell’immaginario dei lettori più inesperti – l’apparato letterario messo su dallo scrittore britannico sia confuso con le sue trasposizioni cinematografiche e televisive, gli autori propongono al pubblico una traduzione fedele, in cui il lavoro di Gualtieri nel taglio e adattamento dei testi si muove in punta di piedi tra le righe dell’originale, riportando, quando possibile, esattamente le parole dell’autore.

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“La traduzione è necessaria, la traduzione è impossibile” (Jacques Derrida)

Pur aiutato dello stile asciutto e ricco di “botta e risposta” di Uno studio in rosso di Conan Doyle – che si presta agevolmente al linguaggio della letteratura illustrata – il lavoro di Gualtieri risulta degno di nota nella resa di un testo fluido ed elegante che, insieme ai disegni di Rossi Edrighi, ha contribuito alla riuscita del prodotto finale.

Tanto è fedele la trasposizione testuale, tanto è personale la visione grafica di Rossi Edrighi, che non tradisce il suo stile rapido e affilato e il suo talento per la narrazione del brivido maturato anche grazie al passaggio nell’universo di Dylan Dog, avvenuto per la prima volta nel marzo del 2015. I profili iconici e le figure snelle ricordano le atmosfere di un altro grande maestro dell’avventura: Hugo Pratt, segno della persistenza della sua lezione narrativa, di cui il disegnatore de Uno studio in rosso apprende i  presupposti strutturali. L’uso del tratteggio – così come l’espressività dei volti sintetizzata in poche linee e l’anatomia delle figure allo stesso tempo astratte e plastiche – sono alla base dell’azione di Holmes, secondo l’immaginario ricostruito dal disegnatore romano. La disposizione delle vignette passa dai fotogrammi in sequenza nelle scene d’azione e nei campi e controcampi tra Watson e Holmes, alle tavole a tutta pagina che rendono le descrizioni più pregnanti della penna di Conan Doyle, risolvendo con destrezza le digressioni letterarie nella loro traduzione fumettistica.

Uno studio in rosso
Uno studio in rosso

Uno studio in rosso si confronta vittoriosamente col classico, consegnando al pubblico un prodotto dal grande valore intrinseco, che restituisce alla traduzione la dignità di ricerca e di studio della comparazione di linguaggi e trasporta l’avvincente intreccio di Conan Doyle in un’altrettanto appassionante avventura a fumetti, dimostrando che una buona trasposizione non può che essere anche una buona opera d’arte. 


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