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La legge di stabilità 2017 ha introdotto l’IRI (Imposta sul reddito imprenditoriale) utile per una “corretta” rimodulazione dell’imposizione fiscale su redditi. Tale introduzione è ritenuta vantaggiosa ed incentivante soprattutto per favorire il reinvestimento dei proventi aziendali nell’attività d’impresa.

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L’esclusione, dall’applicazione dell’aliquota ridotta, degli esercenti arti e professioni (anche sotto forma di studi associati, società semplici o associazioni professionali), determina inevitabilmente una discrepanza tra le categorie che lascia facilmente intendere la volontà da parte del legislatore di voler favorire unicamente la crescita delle imprese e del lavoro autonomo. Infatti l’art. 55-bis, inserito attraverso la Legge in oggetto, specifica espressamente che si riferisce unicamente a: imprese individuali, società di persone, società in nome collettivo e in accomandita semplice in contabilità ordinaria e a società a responsabilità limitata in regime di trasparenza fiscale.

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Ricapitolando, quindi, la legge da pochi giorni entrata in vigore prevede la riduzione dell’Ires dal 27,5 al 24% e l’Iri al 24%, ma unicamente per le imprese. I professionisti, quindi saranno costretti ancora per questo anno 2017 ad applicare il classico regime fiscale Irpef su base progressiva.


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