Parte oggi, 9 febbraio, il Festival del Cinema di Berlino che vedrà affollarsi nella capitale tedesca fino al 19, registi, attori, critici, produttori e appassionati della settima arte. La Berlinale di quest’anno sarà aperta dal documentario Django, sul musicista manouche Django Reinhardt. La novità di quest’anno: l’introduzione del premio per il miglior documentario.

La giuria

A presiedere la giuria, composta da sei personalità internazionali – tra attori, produttori, registi e artisti – il regista olandese Paul Verhoeven, firma di cult come RoboCop, Atto di forza, Basic Instinct e Starship Troopers. Insieme a lui, a giudicare i diciotto film in concorso, la produttrice tunisina Dora Bouchoucha Fourati, lo scultore islandese Olafur Eliasson, l’attrice americana Maggie Gyllenhaal con la collega tedesca Julia Jentsch, l’attore e regista messicano Diego Luna e Wang Quan’an, regista de Il matrimonio di Tuya, già vincitore a Berlino nel 2007.

I film in concorso

Come ogni anno, il panorama cinematografico internazionale sarà ampliamente rappresentato dai titoli scelti per concorrere all’assegnazione dell’Orso d’oro:

Ana, mon amour, regia di Călin Peter Netzer (Romania, Francia)
Bamui haebyun-eoseo honja, regia di Hong Sang-soo (Corea del Sud)
Beuys, regia di Andres Veiel (Germania)
Colo, regia di Teresa Villaverde (Portogallo, Francia)
The Dinner, regia di Oren Moverman (USA)
Django, regia di Étienne Comar (Francia)
Félicité, regia di Alain Gomis (Francia, Senegal)
Hao ji le, regia di Liu Jian (Cina)
Helle Nächte, regia di Thomas Arslan (Germania, Norvegia)
Joaquim, regia di Marcelo Gomes (Brasile, Portogallo)
Mr. Long, regia di Sabu (Giappone, Germania, Hong Kong, Cina, Taiwan)
A Teströl és Lélekröl, regia di Ildikó Enyedi (Ungheria)
Toivon tuolla puolen, regia di Aki Kaurismäki (Finlandia)
The Party, regia di Sally Potter (Regno Unito)
Rückkehr nach Montauk, regia di Volker Schlöndorff (Germania, Francia, Irlanda)
Pokot, regia di Agnieszka Holland (Polonia, Repubblica Ceca, Svezia, Germania)
Una mujer fantástica, regia di Sebastián Lelio (Cile)
Wilde Maus, regia di Josef Hader (Austria)

I fuori concorso

Saranno proiettati durante il festival anche alcuni attesissimi titoli, che tuttavia non parteciperanno alla competizione. Si inizia con lo spagnolo El Bar, di Álex de la Iglesia per continuare con Final Portrait, girato dall’attore Stanley Tucci. In mostra anche la Sage femme di Martin Provost (Francia) e Viceroy’s House di Gurinder Chadha (India e Regno Unito). Tra i più attesi, almeno per il pubblico mainstream, il sequel di Trainspotting, T2, di Danny Boyle e il cinecomic Logan – The Wolverine di James Mangold.

Due italiani a Berlino

Tra le proposte della categoria “Panorama”, dedicata al cinema emergente e sperimentale, c’è anche l’italiano Luca Guadagnino, con Call me by your name di produzione italiana, americana, brasiliana e francese. Call me by your name, scritto da Gudagnino e James Ivory, è la storia d’amore tra il giovane musicista Elio e l’americano Oliver, interpretati da Armie Hammer e Timothée Chalamet. Il film, ambientato nell’estate del 1988, è l’adattamento del romanzo Chiamami col tuo nome di André Aciman. Un’altra presenza del Belpaese nella kermesse tedesca, la costumista Milena Canonero a cui è stato assegnato l’Orso d’oro alla carriera.

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