Brindisi, ore 7:45 e i ragazzi dell’istituto professionale per i servizi sociali, la moda e il turismo “Francesca Morvillo Falcone” stavano per entrare in aula quando tre bombole con all’interno nitrato di sodio, carbone e zolfo, esplosero. Una studentessa, Melissa Bassi, perse la vita mentre l’amica, Veronica Capodieci, nonostante le gravissime condizioni riuscì a salvarsi, altri studenti riportarono ustioni e lesioni.

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Un’esplosione attivata a distanza da Giovanni Vantaggiato che, reo confesso, fu condannato all’ergastolo. Una strage premeditata “contro lo Stato” che lo stesso Vantaggiato sostenne di aver commesso a seguito di quella che riteneva una truffa nei riguardi dell’azienda di sua moglie per una partita di carburante, del valore di 342.000 euro, che sostenne non fu mai pagata.

 

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